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Libro orologio studiare, leggere

Qualche giorno  fa sono stata inserita in un delizioso tag game su Instagram, che chiedeva di stilare una personale classifica dei cinque migliori personaggi maschili nei libri. L’idea mi è subito piaciuta, anche perché trovare dei signori di carta degni di nota non è cosa ostica, la difficoltà sta nel nominarne solo cinque! Mi sono a ogni modo messa d’impegno e ho riposto al gioco, se non che mi sono accorta che sarebbe stato alquanto difficile spiegare tutte le mie ragioni nella didascalia di una foto su Instagram (scrivo un papiro!) e che associarci un post sarebbe stata la scelta migliore.

Eccoci dunque qui, a parlare della mia top 5 dei personaggi maschili letterari, in cui i seguenti signori sono menzionati in ordine assolutamente casuale: per me sono tutti da podio!

Fedja Dolokhov, da Guerra e Pace di Lev Tolstoj. 
Ho parlato tanto di questo personaggio l’anno scorso, complice la rilettura del capolavoro di Tolstoj e la bellissima serie BBC. Fedja non è uno dei protagonisti della vicenda, anzi, rimane quasi sempre ai suoi margini e sparisce per lunghi tratti di narrazione, eppure la sua personalità complessa e affascinante spicca tra le parole dell’autore. Io amo il suo lato spericolato e indipendente, soprattutto quando è associato a quello più dolce e nascosto.

2194-Sovra.inddAthos, da Athos di Alberto Ongaro.
Questo è un libro che mi è rimasto nel cuore per svariati motivi, non da ultimo perché tratta di uno dei miei personaggi preferiti di sempre, ma in una veste del tutto nuova: la sua primissima gioventù, quando non c’erano ancora Milady né gli altri moschettieri, e i suoi ultimi giorni di vita. Ongaro mantiene i tratti caratteriali del personaggio: il suo Athos è coraggioso, intrepido, leale e onesto, ma anche più luminoso in qualche modo. In gran parte della vicenda è un giovane che non si è mai innamorato e dunque non è mai stato tradito, ingannato, inoltre, l’età lo vuole meno riflessivo e più propenso agli scherzi e a reagire agli impulsi. Credo che Dumas, se mai avesse pensato a una background story per Athos, l’avrebbe immaginata non molto dissimile da questa.

Loki, creato da Joanne Harris nella sua Trilogia delle Rune.
Il dio degli inganni come non l’avete mai visto! Soprattutto in The Gospel of Loki (Il Canto del Ribelle, in italiano), siamo davanti a un personaggio a tutto tondo: intelligente, furbo, ironico e sarcastico, è anche molto più sensibile di quello che lui stesso vuole dare a vedere. Nonostante tutti i problemi che causa (vedere la mitologia norrena: la Harris non cambia una virgola), non è possibile non prendere le sue parti, soprattutto perché gli altri Dei non sono esattamente propensi a trattarlo da pari a pari ed è evidente che lui ne soffre.

giphy1Albus Perceval Wulfric Brian Silente, da Harry Potter di J. K. Rowling.
Gettiamo la maschera, a me Silente è sempre piaciuto, dal primo libro. La figura di questo preside strambo, all’apparenza innocuo ma in realtà uno dei più grandi maghi mai esistiti mi ha conquistata subito per mezzo della sua sottile ironia. É solo proseguendo nella lettura dei sette romanzi, però, che ci si rende conto della complessità del personaggio e del fatto che non si tratta, come si è portati a pensare più o meno fino alla prima metà del quinto libro, di un uomo buono. Anzi, Albus Silente è tante cose, ma di sicuro non è buono, non nel generale senso del termine; pensate solo all’abilità strategica con cui pilota le persone attorno a lui, alla freddezza con la quale organizza persino la loro morte. Il preside di Hogwarts è un uomo fatto di zone grigie, tantissime, che si sono affastellate l’una sull’altra nei lunghi anni della sua vita che prometteva di essere numerosa e invece è stata costellata da vicende drammatiche.

Cormoran Strike, dalla serie delle indagini di Cormoran Strike di Robert Galbraith.
La Rowling è un genio letterario e pertanto non poteva che creare personaggi inconsueti e indimenticabili in ogni sua opera. Il detective protagonista di tre (per il momento!) dei suoi ultimi libri è un bellissimo esempio di ciò e nonostante il numero notevole di pagine in cui lo vediamo in azione il sospetto è che non abbiamo ancora grattato la superficie del vero Cormoran Strike. Su Instagram ho detto che si tratta del detective meglio riuscito dai tempi di Sherlock Holmes, e ci credo sul serio, perché quello che traspare dalla parole della scrittrice è un uomo, non un investigatore bidimensionale che non ha altro oltre al suo lavoro. Senza contare la particolarità del suo aspetto fisico, la cui descrizione mi ha colpita perché sembra mutare lievemente con il tempo, le situazioni e lo stato emotivo del personaggio, esattamente come succede a noi.

 

Ebbene, questa è la mia personale classifica, e la vostra? Fatemi sapere quali sono i vostri cinque personaggi maschili preferiti, intanto che io preparo un nuovo post: perché dobbiamo concentrarci solo sui gentiluomini, infondo? 😉

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