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Mancano pochi giorni alla fine di luglio e ho deciso di tediarvi con un riassuntino delle mie letture estive… fino a oggi! A giugno vi avevo lasciato con una bella sfilza di classici letti e qualche inedito, mentre in questo mese mi sono prevalentemente dedicata ai romanzi recentemente pubblicati, che d’altronde stavano nella mia pila di libri da leggere da tempo sufficiente per meritare di essere presi in mano.
Diamo un’occhiata alle mie letture. 🙂

Conclave, R. Harris. Il Papa è morto e i cardinali elettori devono riunirsi per sceglierne uno nuovo: noi li seguiamo attraverso intrighi, strategie e piccoli misteri. Questo stringato riassunto della trama farebbe pensare a un romanzo ambientato nei secoli scorsi, invece – ed è uno dei motivi per cui mi è piaciuto così tanto! – la vicenda si svolge ai giorni nostri. Ho apprezzato moltissimo che Harris trattasse l’argomento senza pregiudizio alcuno, dipingendo i cardinali e gli altri sacerdoti come esseri umani e non in base al loro abito e soprattutto sottolineando l’immobilità di un’istituzione come la Chiesa nei confronti del cambiamento dei tempi.
L’Uomo che Conservava il suo denaro in una Scatola, A. Trollope. Traduzione inedita a opera di La Bottega dei Traduttori (a proposito, avete notato il nuovo distintivo nella colonna di destra? Ne parleremo a breve! ^^) e pubblicata dagli amici di ABEditore del racconto breve di Antony Trollope. La caratterizzazione dei personaggi è qualcosa di speciale, prominente anche rispetto alla trama: da leggere.
Teutoburgo, V. M. Manfredi. Chi segue il mio blog da qualche tempo sa che Valerio Massimo Manfredi è uno dei miei scrittori preferiti (da una fan del romanzo storico che altro potevate aspettarvi?), ma questo romanzo in particolare non mi ha convinta moltissimo, pur essendo ambientato in uno dei miei periodi storici preferiti: l’età augustea. La prima parte, in cui i fratelli germanici Armin e Wulf sono presi in ostaggio dal soldato di Roma Marco Tauro e portati nella capitale dell’impero per crescere come romani, mi è piaciuta moltissimo: la descrizione dei luoghi, del sistema stradale romano e così via è particolareggiata senza essere noiosa e la caratterizzazione dei personaggi è buona. Nella seconda metà della storia, però (più o meno quando i due fratelli prendono strade diverse), mi è dispiaciuto perdere di vista la gran parte dei personaggi per seguire solo Armin, soprattutto perché mano a mano il lettore perde anche quella poca empatia che provava nei suoi confronti. La scelta finale del personaggio, poi, arriva emotivamente inaspettata, e le pagine di spiegazione appena successive non aiutano. Tutte le scene di battaglia, principalmente incentrate su quella di Teutoburgo, invece, sono descritte mirabilmente.

Questo è quanto! Al momento sto leggendo una raccolta di racconti di Edgar Allan Poe, perché mi piace passare un’estate tranquilla e priva d’inquietudine: ve ne parlo nel post dei libri letti in agosto, non dubitate. Voi, invece?

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