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In questi giorni le lezioni con i pargoli languono, perché le tenere caprette stanno brucando su pascoli lontani, ma ce n’è sempre qualcuna che ha bisogno di una mano per comprendere concetti difficili e che quindi mi chiama al telefono.

Prendiamo a esempio questo simpatico ragazzo, che mi chiama la domenica mattina.

Ciao, scusa l’ora

Sono le dieci e cinquantacinque…

Ho un problema con storia e ho bisogno che tu mi spieghi una cosa.

Il pargolo in questione sta studiando la storia romana, che io apprezzo in particolar modo, quindi in un certo senso sono anche felice di potermi dilungare in una spiegazione semplice seppur approfondita su…

Sono alla battaglia di Carre.

Il primo triumvirato! Una delle mie parti preferite! Deve essere un segno: prendo un bel respiro e comincio a spiegare.

Ebbene, pargolo, la battaglia di Carre è una delle grandi sconfitte dell’esercito romano e si tenne nei pressi di detta città, nell’odierna Turchia, nel 53 a.C. Il comandante dell’esercito romano era Crasso, uno dei membri del triumvirato con Pompeo e Giulio Cesare, che decise di affrontare i Parti entrando nel loro territorio dal deserto siriano…

Il gatto mi guarda storto mentre, spiegando spiegando, gesticolo come una deficiente mimando le fasi dello scontro tra i due eserciti utilizzando un cavallino di peluche per simbolizzare la cavalleria partica. Rambo mugugna qualcosa sul fatto che sua figlia potrebbe essere ammattita del tutto e la Genitrice è al telefono per conto suo. Il pargolo, invece, rimane in religioso silenzio per tutti i trenta minuti di spiegazione, poi:

Sì, più o meno è quello che c’è scritto sul libro. Però manca una cosa!

Cosa manca, pargolo?

Rispondo io, ancora col fiatone dopo il climax della disfatta romana.

Il pane. Lo sai che non pensavo avesse origini così antiche? Hai ragione quando dici che studiare la storia ti apre un mondo!

Voi avete già capito dove volesse andare a parare il pargolo, io confesso di non aver collegato i puntini fino alla fine, quando, dimostratami contenta del fatto che lui si stesse appassionando alla materia, ho domandato di che pane stesse parlando.

Massì, il famoso Pane di Carre! Quello che mangiamo col toast.

 

Ecco. Un mondo gli si è aperto.
Quando lo rivedo, a settembre, io gli apro il cranio!

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