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Sempre approfittando del cinema all’aperto (questa volta alla Fabbrica del Vapore), la scorsa settimana ho finalmente visto The Circle di James Ponsoldt, basato sul romanzo omonimo di Dave Eggers, che nel gennaio del 2015 mi aveva impressionata molto. Proprio il ricordo della trama del libro mi ha spinta a ignorare la critica non proprio favorevole e a guardare il film di Ponsoldt, che ha curato anche la sceneggiatura con l’aiuto, pare, dello stesso Eggers.

Confesso che sul film in sé non c’è molto da dire: non ci sono originali scelte narrative né performance spettacolari, così come non si tratta di un colossale disastro, come la critica voleva fare intendere. Tutto questo lascia ben poco materiale per scriverci un post, nevvero? Ecco quindi che quanto segue è un confronto tra il film e il romanzo e che pertanto non potrò mantenermi spoiler free come cerco di fare tradizionalmente.

Se volete evitare rivelazioni piccole o grandi, quindi, questo è il momento di smettere di leggere il mio post, salvarlo nei Preferiti e tornarci solo quando avrete recuperato il libro e/o il film. In caso contrario, beccatevi questo compare and contrast:

  • Stile narrativo.
    Quello di Eggers – premetto che ho letto un suo solo libro – non mi aveva fatto impazzire: troppo prolisso in alcune parti del romanzo, eccessivamente sbrigativo in altre. Nel film succede esattamente la stessa cosa, al punto che in alcune parti sembra quasi tagliato male: i buchi di trama sono evidenti e alcune sfumature non possono essere percepite da uno spettatore che non ha letto il romanzo.
  • Trama
    Il punto geniale del romanzo di Eggers! La storia della caduta della sua protagonista – e tutto il mondo con lei – nella trasparenza voluta da The Circle. Pur nelle molte pagine del libro ne ero rimasta affascinata e il finale mi era sembrato particolarmente significativo. L’enorme cambiamento apportato da Ponsoldt, con l’identificazione di Hanks nel “personaggio cattivo” che viene sconfitto dalla “buona tornata sulla retta via” Mae mi ha molto delusa, perché cozza incredibilmente con il resto della vicenda e stempera una tensione che invece doveva raggiungere il culmine proprio nella decisione di Mae di vendere Ty. Inoltre, mi è sembrato che si volesse aggiungere alla storia una qualche morale che invece palesemente non c’è, soprattutto considerato che il taglio del finale cinematografico con presuppone che con il “nuovo regime” The Circle decida di cambiare la propria strategia  rinunciare alla trasparenza totale.
  • Personaggi
    Quelli del libro si svelavano pagina dopo pagina ed erano accumunati da questa smania di farsi vedere, che li portava a dimenticare totalmente qualsiasi forma di introspezione o empatia. Nel film questa caratteristica è meno evidente, tanto che il tracollo verso la trasparenza di Mae è quasi impercettibile e quello fisico di Annie è totalmente stravolto. Anche Ty non è l’antieroe disilluso che appariva all’improvviso nelle pagine del libro e assume tratti stereotipati e bidimensionali che lo privano del suo fascino. Non sono nemmeno convinta della decisione di eliminare alcuni personaggi, come quello di Francis. Capisco la necessità di concentrarsi solo su alcuni aspetti della vicenda – dopotutto da un romanzo di quasi cinquecento pagine hanno tratto una pellicola di meno di due ore – per renderli con la maggiore intensità possibile, ma forse il regista e sceneggiatore ha operato la scelta sbagliata.
  • Atmosfera
    Quella che manca completamente nel film. Il libro faceva paura, inquietava per la sua enorme somiglianza al mondo in cui viviamo, eppure c’erano momenti in cui non potevi che compatire Mae e i suoi colleghi di lavoro, momenti in cui arrivavi a ridere di loro, persino. Nel film Ponsoldt cerca di sfruttare al massimo l’elemento distopico del romanzo, di creare una storia dark e dai toni drammatici, senza avere le giuste basi per farlo. Come ho già accennato, i buchi nella trama e la resa dei personaggi non gli permettono di colpire lo spettatore come probabilmente era da obiettivo, non in cento minuti di pellicola, almeno.

 

Se siete arrivati fin qui, vuoi perché avete già letto il libro e visto il film (e in questo caso fatemi leggere le vostre opinioni!), vuoi perché non vi fidate delle pellicole basate sui libri, oppure perché non vi interessa proprio il genere – ehi, ma allora avete letto questo post per puro affetto nei miei confronti: sono colpita! Se mi avete letta fin qui, dicevo, vi meritate una conclusione.

Non è che The Circle sia un brutto film, probabilmente riuscireste anche a godervelo discretamente, se lo vedeste senza aver letto il romanzo. Il problema, immagino, è che il libro di Eggers esiste e che l’hanno letto in tanti.

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