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Io sono una di quelle che dice che i film Marvel hanno un po’ rotto le balle.
Non è solo il fatto che ormai ne escano almeno due all’anno, o che anche il mondo dei tv show cominci a essere infettato di supereroi, quello che mi annoia è lo schema canonico che regge l’impalcatura di tutti questi film. Ecco, uno dei punti a favore del nuovo Spiderman Homecoming è che si discosta quanto più possibile dallo schema di cui sopra, pur rimanendo la storia di un supereroe.

Il film di Jon Watts, come sanno anche i sassi, è il primo dedicato all’amichevole Spiderman di quartiere ambientato nel Marvel Cinematic Universe (quello dove risiedono Thor, Ironman, Captain America e via dicendo), grazie all’accordo stipulato tra la Marvel Studios e la Sony nel 2015, ed è anche il primo che valga a pena di guardare con riferimento ad ambientazione, casting, scrittura e – manco a dirlo, effetti speciali.

La vicenda si svolge subito dopo i fatti di Civil Wars, quando il nostro Peter Parker è già Spiderman (risparmiandoci quindi tutta la tiritera del morso di ragno radioattivo/geneticamente modificato/ semplicemente con la luna storta) e sta lavorando sodo per diventare un Avenger, perché, diciamocelo, fare cricca con Occhio di Falco e la vedova Nera risolleverebbe le sorti di un qualsiasi genietto sfigato che frequenta il liceo. Non sono le nobili intenzioni a muovere le gesta di questo Peter Parker, quindi, ma è una sana irresponsabilità adolescenziale mista a sogni di gloria e desiderio di rivalsa, il tutto condito dalla scelta  di un role model francamente discutibile: il genio, miliardario, playboy, filantropo che l’ha reclutato.

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Nelle sue ultime apparizioni Tony Stark si era un po’ fossilizzato, era diventato uno stereotipo, insomma. In Spiderman Homecoming, invece, mostra un’altra sfumatura di sé, senza perdere i suoi tratti più riconoscibili.

I momenti più curiosi di Spiderman Homecoming sono appunto quelli che illuminano il rapporto tra Stark e Peter (ricordiamoci che in questa rivisitazione non c’è traccia dello zio Ben, che francamente con il suo grandi poteri – grandi responsabilità mi è sempre suonato un po’ noioso), perché mostrano uno Spiderman finalmente teenager, con tutte le insicurezze proprie di un ragazzo in crescita e privo di una qualsivoglia forte figura maschile, e conferiscono un’accezione diversa a Ironman.

Ho apprezzato tantissimo che, nonostante l’ingombrante presenza di Tony Stark, Spiderman Homecoming appartenga a Spiderman, per l’appunto, e che, nonostante tutte le scene di lotta e inseguimento e gli effetti speciali tipici dei film del genere, questo sia prettamente ambientato nel mondo scolastico. I problemi di Peter non concernono la salvezza dell’umanità, riguardano invece l’andare al ballo con la ragazza che gli piace, fare in modo che sua zia May sia felice, e avere la sua vendetta sul bulletto della scuola: lo trovo rinfrescante!

Le scelte del casting mi sono piaciute.
Peter Parker è interpretato dal ventenne Tom Holland, il che significa che non hanno dovuto immergerlo nel correttore per farlo sembrare un adolescente, zia May ha il volto di una frizzantissima Marisa Tomei e naturalmente Robert Downey Junior è Tony Stark.

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Una menzione a parte va a Micheal Keaton e al suo Adrian Toomes/Avvoltoio. Erano secoli che non si vedeva un cattivo così ben strutturato e carismatico, e il merito va diviso equamente tra chi ha scritto la parte e chi l’ha interpretata. La buona riuscita dell’Avvoltoio dimostra anche che non serve avere un’ampia esposizione (Loki/Hiddleston, sto parlando di te: quante te ne hanno dette?!) per creare un villain tridimensionale, perché lo spazio di Keaton sulla scena è poco. Un buon cattivo, signori, ha bisogno di un attore di talento a cui vengano date buone battute e un personaggio con motivazioni, scopi, e valori. Conquistare il mondo MHUAHHAHAHAH! non è una motivazione sufficiente, ricordatevelo.

Degli effetti speciali non dico nulla, perché tanto sapete già che sono molto belli e molto godibili. Accenno, invece, a una colonna sonora molto carina ed effettivamente ragionata, un po’ come succede per Guardians of the Galaxy o per il primo Ironman.

Voi avete in programma di vedere l’ultima fatica dell’universo Marvel?
C’è qualcuno di voi che, invece, l’ha già visto?

Fatemelo sapere nei commenti, io volo a fare una commissioncina. 😉

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