Tag

,

thinkstock-katarzynabialasiewicz-readingMentre scrivo queste parole è in atto un temporale che ha poco dell’inizio del periodo estivo e tanto di uno sneak peak sul dietro le quinte del Diluvio Universale, ciò non toglie che giugno sia stato un mese caldo e decisamente soleggiato. Un mese perfetto per le letture all’aperto, splendido per cominciare qualche libro di avventura e in generale concentrarsi su volumi meno di concetto, perché inconsciamente o meno stiamo già pensando alle nostre agognate vacanze… Comprendo e condivido tutte queste emozioni, che hanno diretto i miei passi da lettrice verso pagine in gran parte leggere ed estremamente godibili. Diamoci un’occhiata!

Il Tulipano Nero, A. Dumas. Perché quando si parla di letture godibili non possiamo lasciare da parte il buon Alexandre! Il romanzo è ambientato nell’Olanda del Seicento (secolo caro all’autore, eh? ^^) e la vicenda ruota attorno alla storia di Cornelius Van Baerle, agricoltore specializzato in tulipani che riesce a selezionare il famoso tulipano nero, risultato per il quale è prevista la gloria imperitura e un premio di centomila fiorini. Peccato che un rivale voglia appropriarsi dei tre bulbi sperimentali e sia disposto a tutto per riuscirci, anche a incastrare Cornelius e farlo imprigionare a vita come traditore politico. Come nei più bei romanzi di avventura, però, non tutte le ciambelle riusciranno col buco e per il rivale di Cornelius non sarà affatto facile rubare il grande tulipano nero, mentre il protagonista potrebbe andare incontro a un destino inaspettato! Il Tulipano Nero mi è piaciuto molto, anche se non ai livelli, ad esempio, di I Tre Moschettieri o Il Conte di Montecristo. Manca, secondo me, quell’abilità di tracciare i contorni dei personaggi in modo che risultino estremamente realistici, nonché di una figura sufficientemente carismatica da gettare ombra su alcuni buchi di trama.

Racconti di Diavoli e Una Favola, R.L. Stevenson. Voi lo sapevate che Stevenson ha scritto dei racconti maledettamente stupendi? Io no – o meglio, sapevo che l’autore avesse scritto anche racconti, ma non che fossero così coinvolgenti -, finché non mi è stata regalata una copia di questo adorabile libretto targato ABEditore. Potete trovare una foto della copertina su Instagram: l’edizione è un gioiellino, curata in ogni minimo dettaglio e io l’amo pazzamente! Tornando ai racconti veri e propri, il volume ne raccoglie due – Markheim e Il Diavolo della Bottiglia – e una favola, Il Diavolo e l’Albergatore; essi dipingono altrettante figure diaboliche, a volte ironiche, a volte crudeli e altre insospettabilmente neutrali, ma tutte con una vividezza che vi catturerà.

Herland, C.P. Gilman. É la seconda opera della sociologa americana di cui vi ho parlato qui che leggo e credo si possa definire a metà tra un saggio breve e un racconti di avventura. “Herland” è traducibile come “la terra di lei” e si riferisce a una terra nascosta popolata esclusivamente da donne, che hanno imparato a riprodursi tramite la partenogenesi e hanno sviluppato una società molto evoluta coprendo interamente anche gli incarichi generalmente attribuiti al maschio. La storia è quella di tre amici che approdano in questa terra e vi vivono per circa due anni, assimilando la cultura di queste donne e nel contempo tentando di spiegare la loro, con risultati discutibili. L’idea per il libro è senza dubbio interessante anche oggi e deve essere stata rivoluzionaria nelle prime decadi del Novecento, ma confesso che mi aspettavo che il racconto – che sicuramente è solo un mezzo per veicolare alcune teorie della Gilman – fosse quantomeno portato a termine in modo decoroso e non tagliato bruscamente come accade alla fine del libro. Negli ultimi capitoli di Herland il desiderio dell’autrice di farla finita, giacché aveva detto tutto quello che voleva, è fin troppo evidente.

L’Avvelenatrice, A. Dumas. Altra piccola gemma di ABEditore, che mi da la possibilità di parlare di un Dumas diverso dall’immagine di autore dei grandi romanzi d’avventura con il quale lo identifichiamo. Prima di dedicarsi alle peripezie dei moschettieri di Sua Maestà o alla vendetta di Edmond Dantes, Dumas narrava di crimini violenti ed efferati spesso realmente accaduti, come nel caso della marchesa di Brinvilliers, che nella Francia del XVII secolo si diede da fare per sfoltire la sua famiglia. L’unico motivo per cui non ho letto L’Avvelenatrice tutto d’un fiato è che – ahimé – i clienti e l’attività rambica reclamavano la mia attenzione, ma il tono di cronaca misto all’usuale stile narrativo di Dumas mi ha conquistata subito!

 

La mia lista delle letture di giugno si conclude, quindi, con una bella storia di morti violente, per arrivare rilassati la mese che precede le sospiratissime vacanze. Devo darmi da fare per selezionare le letture di luglio! Voi cosa mi consigliate? 😉

Annunci