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Vi è andata male anche stavolta, cari lettori: non ho abbandonato queste pagine virtuali, non vi ho liberato della mia presenza! Sono solo in uscita da un particolare periodo denso di sfide difficili, o da un periodo difficile denso di sfide particolari. In qualsiasi modo voi la vogliate mettere, sono sopravvissuta anche stavolta, ma magari ho perso un po’ di smalto nel mio scrivere post, quindi ricomincio da una cosuccia facile. Un bel tag game:313591_orig

Il tag è stato creato dal blog ladimoradelpensiero e io l’ho recuperato da quella fonte inesauribile di giochini di questo tipo che è La Libreria di J. Manco a dirlo, le regole sono le seguenti e la sottoscritta si premurerà di rispettarle fino alla numero 3:
– Menzionare chi ha creato il tag
– Utilizzare l’immagine o crearne una propria
– Elencare fino a 5 cose fatte quando pensiamo di trovarci soli con noi stessi
– Nominare massimo 10 amici
– Avvisarli

Questo tag game mi è suonato simpatico per la faccenda del “dietro le quinte”, che è un concetto che io ho sempre trovato interessante, non solo in ambito cinematografico o teatrale, sebbene sapere come una determinata rappresentazione arriva sotto ai miei occhi è una delle mie più grandi curiosità. Che succede, ad esempio, nel privato di una casa? O, per collegarci alle notizie contemporanee, che è successo prima e dopo le riunioni ufficiali del G7 di Taormina? Possibile che nessuno abbia dato dell’idiota a Trump? Ma non divaghiamo! Oggi, cari lettori, siete più o meno fortunati: vi porto nel backstage del Grimorio della Strega. Per la loro incolumità personale, i signori visitatori sono pregati di seguire il percorso e non rimanere indietro, da soli, per nessun motivo.

 

Non sono in grado di scrivere un post più lungo di ottocento parole senza buttare giù una prima bozza su carta. Avete capito bene, signori, carta. Gli articoli più brevi, invece, li scrivo di getto guardando lo schermo bianco del computer, ma pare che la differenza non si noti. Forse me ne devo preoccupare.

Parlo da sola – per meglio dire, con un’altra parte di me stessa – per tutto l’arco della mia giornata, tranne che quando scrivo un post. In questo caso sono sicura di dovermi preoccupare.

La situazione dei miei incontri con clienti e fornitori è diventata talmente desolante – ma un desolante che sfocia nel dissacratorio – che ho oramai un intero archivio di aneddoti che possono all’occorrenza trasformarsi in nuovi post. Dei pargoli non parlo nemmeno, perché potrei scriverci direttamente un libro.

L’iter per la scrittura di un nuovo post è il seguente.
La Strega immagina un titolo adatto, poi passa a compitare le righe di introduzione. A questo punto, qualcuno o qualcosa interrompe il suo filo di pensieri e la sprona a concentrarsi sui compiti della giornata. Alcune ore dopo – o, in un periodo impegnativo, alcuni giorni dopo – la Strega si mette finalmente davanti al computer per scrivere il post di cui sopra e lo conclude in una ventina di minuti. Un nanosecondo prima del decisivo clic sul bottone “pubblica” si scatena l’inferno: telefoni che squillano, clienti che richiedono attenzione esattamente in quel momento, gatti che miagolano e Genitrici che salgono in bilico su uno sgabello per operare il cambio dell’armadio in solitaria. Capite perché essere Streghe è dura?

Sono strenuamente alla ricerca di nuovi argomenti da trattare, o di vecchi argomenti da trattare sotto una luce nuova: adoro la lettura, amo andare al cinema e mi sdilinguisco di fronte al teatro, ma ogni tanto cambiare fa bene, no? E non posso mica sdrammatizzare il tutto sempre con i soliti aneddoti. Insomma, accetto suggerimenti, se ne avete.

 

Il tour previsto dal tag game “dietro le quinte” è finito, siore e siori. Siete pregati di recuperare i vostri effetti personali e dirigervi ordinatamente verso l’uscita. Qui c’è gente che deve lavorare! 😛

 

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