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…No, non è l’inizio di una barzelletta, ma è un’ottima sintesi per Guardians of the Galaxy vol. 2. 😉

mv5bmtg2mzi1mtg3of5bml5banbnxkftztgwntu3nda2mti-_v1_ux182_cr00182268_al_Il film è l’ultima fatica di James Gunn appartenente all’Universo Marvel ed è una chicca veramente divertente, che risolleva un pochino i film del genere dalla noia del già visto in cui – per me – erano precipitati.

Non vi anticipo nulla sulla trama, che si dipana per le due ore e spiccioli della pellicola senza essere portatrice di grandi colpi di scena. Come sempre, la genialità della narrazione di Gunn sta nell’estrema vivacità del copione, che in sostanza si compone di una serie pressoché ininterrotta di battute e gag che farebbero ridere anche la mummia di Tutankhamon.

 

Gli scambi tra i personaggi sono sostenuti da una splendida colonna sonora anni Ottanta, che, come è successo nel primo Guardians of the Galaxy, diventa una vera e propria protagonista del film. Sono altrettanto apprezzabili i soliti cammeo divertenti di alcuni attori e l’entrata in scena di quella che dovrebbe essere la prima generazione dei Guardiani, capitanati nientemeno che dal rambico Sylvester Stallone.

É apprezzabile che tutti i personaggi abbiano il loro spazio all’intero del film e che l’attenzione dello spettatore non sia concentrata solo su uno dei Guardiani (l’ho già detto che Peter Quill mi sta antipatico più o meno quanto l’attore che lo interpreta?), così come non è possibile non attribuire il giusto valore al sapiente dosaggio tra battute e argomenti un po’ più seri all’interno della sceneggiatura dello stesso Gunn.

giphy

Baby Groot. Che gli vogliamo dire?

Guardians of the Galaxy vol. 2 è, com’è ovvio, visivamente molto bello (merita l’IMAX, se avete la possibilità di usufruirne), sia per quanto riguarda gli effetti speciali, che il reparto trucco e costumi. Una menzione a parte va alla resa dei due membri dei Guardiani che, per ragioni cristalline, non sarebbe stato possibile rendere in altro modo che attraverso la digitalizzazione.

babygroot3Groot, nella sua versione baby, è il protagonista di quasi tutte le scene più divertenti della pellicola, inclusa quella che da il titolo a questo post. Un’altra che mi ha fatto piangere dalle risate ha luogo poco prima della gif che ho inserito nel paragrafo precedente, e coinvolge la piccola piantina, un paio di prigionieri e una marmaglia di ravagers addormentati, ma non ve l’anticipo, perché sarebbe veramente un delitto. Fate conto che dopo averla vista ho riso per venti minuti (e solo perché mi ricordavo quella!).

Insomma, tra una battaglia aerospaziale che assomiglia a un videogioco, qualche balletto inframmezzato da una o due riflessioni sul rapporto padre-figlio e un bel po’ di sketch non originali ma dall’ottimo tempismo, il secondo capitolo di Guardians of the Galaxy rischia di essere un punto di arrivo insuperabile per i prossimi film Marvel. E quest’anno ne aspettiamo ancora due, almeno uno dei quali con una certa ansia.

Stai a vedere che il procione fa un bello scherzo al ragnetto?

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