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…E se non è stato proprio un mese saggio, sicuramente è stato un mese di saggistica per me. 😉 I libri letti in questo mese sono due saggi: uno di filosofia e l’altro di storia dell’arte, uno breve e l’altro decisamente prolisso. Uno è un regalo molto apprezzato e l’altro un prestito generoso. Entrambi sono stati letture illuminanti.

L’Enigma di Piero: L’ultimo bizantino e la Crociata fantasma nella rivelazione di un grande quadro, S. Ronchey. Il grande quadro di cui si parla nel titolo è questo:

 

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La Flagellazione di Cristo, Piero della Francesca.

La Flagellazione di Cristo è una tavola di legno di circa 58×81 cm (poco meno di un poster: potreste appendervela in camera!), dipinta a tempera da uno dei massimi esponenti della pittura umanistica, Piero della Francesca, e conservato alla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, che vi consiglio sentitamente di visitare, se ne avrete l’occasione. Quest’opera, di cui non si conosce né la data esatta, né il vero significato (notate che l’oggetto della tavola, la flagellazione, è sullo sfondo e non in primo piano!) costituisce il fulcro del saggio di Silvia Ronchey, che illustra la sua teoria, secondo la quale la Flagellazione rappresenterebbe la delicata situazione dell’impero bizantino e la missione, poi fallita, di risollevarlo dalla sua caduta, avvenuta del 1453. Il tutto, in più di cinquecento pagine di una scrittura fluida e vivace, ricca di particolari e aneddoti insoliti, di ritratti dettagliati dei grandi personaggi dell’epoca e di vere e proprie analisi politiche. L’Enigma di Piero, come avrete intuito, è un saggio estremamente affascinante – non uno di quelli che si leggono per rilassarsi: bisogna metterci un po’ di testa! -, ma ha l’unico difetto nell’essere un po’ dispersivo. La Ronchey organizza la sua dissertazione in brevi capitoletti, che però non seguono – o non sembrano seguire – un vero e proprio filo logico e saltano di argomento in argomento senza che il lettore ne intuisca il filo conduttore fino a molto in avanti con la lettura, che è comunque estremamente interessante.

Platone. Repubblica, S. Blackburn. Simon Blackburn è un filosofo britannico contemporaneo, che fino al 2011 ha insegnato all’università di Cambridge. Nel 2006 ha scritto un breve saggio sulla Repubblica di Platone, che io ho ricevuto come regalo di Natale da un’amica solo geograficamente lontana. É stata una lettura interessante, perché Blackburn non si limita a sintetizzare le conclusioni dei dialoghi di Socrate e compagni redatti dal filosofo greco, ma offre spunti di riflessione e comparazioni con altri grandi filosofi moderni, costruendo collegamenti di pensiero che non tutti riterrebbero scontati. Il pregio più grande di Platone. Repubblica è sicuramente la brevità del testo, che però è molto denso di contenuti e impone una certa concentrazione. Avere una copia dell’opera di Platone da consultare durante la lettura del saggio di Blackburn è decisamente d’aiuto per la sua comprensione.

 

Dopo aver terminato questi due saggi, mi sono dedicata nuovamente alla narrativa, come potete vedere dal box delle letture di Goodreads. Dovete attendervi un post di fine aprile dal sapore… mitologico! 😉

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