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No, non ho scordato di relazionarvi le mie letture del mese scorso, ma ho avuto qualche difficoltà a farlo, ecco. Diciamo che concludere febbraio con la visione di Ivan, che pure mi è piaciuto molto, mi ha un tantinello scombussolata. Poi, ci sono stati i film degli Oscar – insomma, non tutti: devo ancora vedere Moonlight, ma, chissà perché, non mi sembrava una buona idea farlo a ridosso dell’ultimo spettacolo teatrale che ho visto. Chiamiamola autoconservazione -, e così uno dei miei personaggi del cuore ha dovuto aspettare fino a oggi per venirvi presentato.

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Il film del ’59 è la terza rappresentazione cinematografica della storia. All’attivo ce ne sono ben cinque

É lui, Giuda Ben Hur, qui ritratto con le sembianze di Charlton Heston, che lo interpretò nel bellissimo film di William Wyler (1959-60, vincitore di undici Oscar), che è uno dei miei preferiti in assoluto, fin da quando ero una bimba, ma pur sempre Strega.
Proprio per amore del film, molte e molte lune or sono lessi il libro di Lew Wallace (1880) e m’innamorai ancora di più sia della storia che del personaggio, senza però mai riuscire a entrare veramente in possesso di una copia di Ben Hur fino all’inizio di quest’anno, quando mi è stata graditamente regalata per Natale. ♥

La storia è quella di Giuda Ben Hur, un nobile ebreo di Gerusalemme, ma s’intreccia spesso e volentieri con quella del Cristo. A volte, lo ammetto, l’eccessivo trasporto dell’autore verso il cristianesimo mi disturba, ma la storia di Giuda è talmente bella che tendo a ingoiare la pillola e proseguire. Che succede al nostro Giuda, dunque?
Dovete sapere che nella sua infanzia il principe ebreo è stato molto amico del figlio di un noto cittadino romano, Messala, e che i due ragazzi sono cresciuti insieme finché quest’ultimo, di qualche anno più grande dell’ebreo, non è stato mandato a Roma per completare la sua istruzione. Messala torna a Gerusalemme profondamente cambiato: non c’è traccia del ragazzo innocente e buono che Giuda ammirava fino all’adorazione e, anzi, le nuove vesti del suo amico appaiono tracotanti e decisamente insopportabili. Giuda è profondamente deluso, ma ha poco tempo per rimuginare sui cambiamenti della vita, perché il giorno dopo la sfortuna vuole che una delle tegole del tetto di casa sua finisca accidentalmente in testa al nuovo governatore della provincia, Valerio Grato. Tutta la famiglia degli Hur viene dunque arrestata e, su suggerimento dello stesso Messala, condannata senza processo. Giuda viene spedito alle galee, mentre sua madre e sua sorella vengono imprigionate nella terribile Torre Antonia. Dopo qualche anno, Giuda trova il modo di riscattare la sua condizione salvando la vita di un generale romano, Quinto Arrio, che poi lo adotta e lo nomina suo erede, rendendolo in grado di tornare nella sua terra natale e cercare la vendetta…

Il film è arcinoto, è vero, ma si discosta un po’ dalla trama del libro, perciò non farò ulteriori spoiler. Vi dirò solo che rileggere le pagine dell’opera di Wallace è stata un’esperienza ricca di ricordi passati, che ho apprezzato tantissimo. Molti dettagli del libro e del film si confondevano ormai nella mia testa

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Non questo film, questo film non esiste. E chiudi la bocca, che sembri un merluzzo!

 

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Nemmeno questo esiste: che è, non gli davano fa mangiare?! E’ denutrito!

 

e la rilettura di Ben Hur (il titolo originale è Ben Hur – A Tale of Christ) ha ricostruito due immagini distinte, ma non sbiadite delle opere dedicate al coraggioso Giuda.

Voi avete mai letto Ben Hur? Che cosa ne pensate?
E quale dei cinque film avete visto? Fatemelo sapere nei commenti, mi raccomando! Nel frattempo, io riprendo la lettura dei libri di marzo… il cui numero spero si attesti a più di un volume! Lo sapremo tutti a fine mese, immagino. 😉

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