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matematica-assassinaSe c’è una materia che non mi piace spiegare ai pargoli è la matematica.

Intendiamoci, non è che non si tratti di una materia affascinante (anzi, lo è eccome! Il modo in cui gli argomenti più disparati sembrano collegarsi tutti l’un l’altro, ad esempio, è in molti casi stupefacente), ma purtroppo il metodo con cui è insegnata nella scuole è piuttosto banale.
Come se la banalità non fosse già un problema di suo, per quanto superabile, va considerata anche – e lo dico con una certa amarezza – l’inettitudine di una certa parte degli insegnanti italiani, che sembrano avere in astio più la materia che i loro alunni…

La quantità di strafalcioni a tema matematico che ho sentito negli anni della mia onorata carriera nelle ripetizioni ai pargoli è χ→+ ∞, ovvero tendente all’infinito, ma oggi condivido con voi un aneddoto particolare.

La pargola in questione era alle prese con le funzioni lineari (quelle che sul piano cartesiano sono rappresentate da una retta: una banalissima linea dritta, insomma), che al liceo le erano state spiegate, se possibile, peggio di quanto fosse successo alla scuola media. L’esercizio che la inquietava consisteva nel rappresentare sul piano cartesiano una funzione nota, trovando il minor numero possibile di punti ad essa appartenenti e lavorando di righello. Dopo molta fatica e molte lacrime (fatica un po’ sua e un po’ mia, lacrime tutte mie), arriviamo alla risoluzione dell’esercizio, che era ovviamente qualcosa di molto simile a questo:

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Naturalmente erano segnati il punto A e il punto B, convenientemente calcolati trovando le intersezioni con gli assi x e y, e la retta era stata tracciata con un colore tendente al rosa cicca, ma non siamo fiscali!

 

Quando la pargola – pietosa a vedersi: col trucco sciolto, discinta, il capello spettinato e lo smalto sbeccato per essersi mangiata le unghie – trova finalmente il coraggio di esprimere il suo dubbio.

Sai, non credo che sia venuto giusto. Insomma, è strano, no?

Io, messa un po’ meglio di lei solo perché con gli anni ho sviluppato resistenza allo stress della matematica, domando il perché di questa convinzione, al che lei risponde. Non l’avesse mai fatto!

Non è strano che la riga sia tutta dritta? Insomma, neanche una curva? Non è molto realistico.

 

… É che la retta dell’esercizio rappresentava una funzione molto sicura.

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