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Probabilmente, se quest’estate non avessi letto Una Stanza Piena di Gente di Daniel Keyes, non mi sarebbe mai venuto in mente di vedere l’ultimo lavoro di M. Night Shyamalan, la cui locandina trovate qui sopra.

Il protagonista di questo thriller è Kevin Crumb, che soffre del disturbo dissociativo dell’identità e che, proprio come il libro di Keyes, ospita dentro di sé ventitré persone differenti, di cui almeno un paio hanno istinti omicidi. La vicenda inizia quando una delle persone di Kevin rapisce tre adolescenti per destinarle in sacrificio alla Bestia (la ventiquattresima personalità annunciata in locandina)… E qui mi fermo, perché spoilerarvi una storia di Shyamalan è un peccato da non commettere.

Ammetto che, vuoi per il trailer interessantissimo, vuoi per la stima che ho nei confronti di McAvoy, vuoi per la sensazione che Una Stanza Piena di Gente mi aveva lasciato, avevo delle grosse aspettative riguardo a Split, e che solo alcune di esse sono state soddisfatte.

James McAvoy è meraviglioso in questo film, capace com’è di dare vita in modo molto credibile a tutte le persone di Kevin che incontriamo durante la storia e a farle anche dialogare tra loro, come dimostra la sua scena finale, che mette i brividi più di tutto il resto del film. É un peccato, però, che la vicenda in sé rimanga molto criptica, difficilmente comprensibile fino alla fine.

Intendiamoci, Shyamalan è il regista de Il Sesto Senso, Unbreakable e The Village, tra gli altri: non è che mi aspettassi una pellicola dalla trama semplice e lineare, e nemmeno un thriller nudo e puro, ma non mi viene difficile ammettere che, se non avessi letto il libro di Keyes, avrei apprezzato meno la visione di Split.

Un’altra cosa che ho trovato disturbante è l’eccessiva lentezza dei tre quarti del film (fino al turning point finale, insomma), che sicuramente accresce l’inquietudine, ma forse è un po’ esagerata. L’ultimo quarto di Split è veramente imperdibile, però, denso non di colpi di scena, ma di una tecnica narrativa espressa alla massima potenza, in cui tutti i tasselli del puzzle vanno a posto senza rinunciare agli elementi emotivi propri del thriller.

Come ho già anticipato, le scene finali della storia sono notevoli e una, un piccolissimo cammeo di una vecchia conoscenza, apre potenzialmente le porte per un seguito in cui Kevin e gli altri potrebbero dover rapportarsi a un personaggio già noto. Voi che ne pensate? Avete avuto anche voi la stessa sensazione, diciamo, a’ la Marvel?
Che cosa ne pensate di Split?

Fatemelo sapere nei commenti!

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