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Con un po’ di scetticismo e tante belle speranze qualche giorno fa sono andata a vedere La La Land, il film musicale scritto e diretto da Damien Chazelle e candidato a un numero assurdo (14) di Oscar. Sono uscita dal cinema non sono sperando che questo adorabile film vinca tutti i premi disponibili, ma in uno stato di giuggiolaggine che non raggiungevo da molto, moltissimo tempo.

LLL d 37 _6000.NEFLa La Land è la storia di Mia e Sebastian, due artisti che tentano di realizzare il loro sogno e che si scontrano inevitabilmente con la realtà, che si incontrano per caso e capiscono di essere fatti l’uno per l’altra. Peccato che quella dannata realtà debba mettersi tra i piedi ancora una volta, minacciando di mandare in frantumi le delicate speranze di entrambi, che non sono mai state più fragili di quando minacciano di realizzarsi… Non vi rivelo il finale della storia, non perché la vicenda sia incredibilmente originale, ma perché merita veramente di essere vissuta fino alla fine per la delicatezza con cui è narrata.

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Come Fred e Ginger!

Mentre scrivo, l’esperienza di un film che mi ha colpito così tanto nei sentimenti è probabilmente ancora troppo fresca perché io riesca a indicare degli eventuali difetti, che comunque sarebbero veramente minimi. La La Land è un piccolo gioiellino dai colori pastello, le canzoni cantate a voce quasi sommessa e moltissimi richiami ai film musicali di una volta, quelli girati in studio dove Fred Astaire o Gene Kelly zumpettavano allegramente tra un lampione finto e una fontana tutta spruzzi, quelli con una trama impregnata d’innocenza e scambi di battute veloci, simpatiche ed eleganti. Film che io adoro e che vengono anche direttamente citati in alcune inquadrature (seriamente, com’è possibile non pensare a Un Americano a Parigi almeno sul finale della pellicola?!).

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Sogno o realtà? Ha importanza?

Questa giusta mescolanza che Chazelle è riuscito ad ottenere conferisce al suo film una poetica unica, delicatissima senza mai risultare noiosa, in cui due interpreti meravigliosi, Emma Stone e Ryan Gosling, si muovono ora tra le assolate strade di Los Angeles e ora nella terra della magia e del sogno, come se tra queste due realtà non ci fosse alcuna soluzione di continuità, come se la spaccatura tra quello che è reale e quello che non lo è non fosse veramente importante, e, infondo, perché dovrebbe esserlo? Perché non potremmo semplicemente scivolare tra le stagioni della vita – sia quelle belle che quelle brutte -, un po’ cantando e un po’ a passo di danza? Non sarebbe meraviglioso riuscirci sempre?

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Quel che è poco ma sicuro è che La La Land lascia esattamente questo desiderio.

 

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