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Generalmente, quando incontro dei clienti in Tribunale, io arrivo per prima. Non è una questione di competizione, è solo che posso contare su una mano le persone che sono arrivate puntuali all’appuntamento nell’ultimo anno e quindi, volente o nolente, quella che arriva prima in quanto essere dotato di puntualità è proprio la Strega del vostro cuore, o per lo meno di questo blog.

Siccome nella stragrande maggioranza dei casi incontro i miei clienti per la prima volta proprio in tribunale, tendo a dare loro delle indicazioni piuttosto precise sul come trovarmi, che generalmente sono così strutturate:

Mi troverà seduta alla destra dei metal detector dell’entrata principale, con indosso [inserire capo di abbigliamento prescelto].

Sono istruzioni a prova di pesce rosso, no?
Il cliente deve solo entrare in tribunale dall’entrata principale (che è quella più grande, con un sacco di gradini, che da sulla via più ampia, dove tra l’altro fermano tutti i mezzi pubblici), passare i metal detector e guardare alla sua destra in cerca di una donna vestita come da descrizione.
Facile, no?
Non sempre.

L’ultimo cliente a fallire l’esecuzione delle succitate semplici indicazioni mi chiama al telefono, trenta minuti dopo l’orario previsto per il nostro appuntamento.

Ciao, scusami, ma ci sono delle panchine qui in giro? Perché io non capisco dove tu possa essere seduta.

 

Lo sapete perché non capiva dove potessi essere seduta?
Perché ha guardato a destra prima di entrare in tribunale e passare i metal detector. E ha avuto una splendida visuale di Largo Augusto, dove ha vagato per quindici minuti.
Credo di dover aggiungere una cartina alle indicazioni che invio per e-mail.

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