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Ebbene, l’anticipazione di dicembre è diventata realtà: non ci sarà una sfida di lettura su Goodreads per quest’anno, ma questo non significa mica che non vi terrò aggiornati sulle mie letture!
Ehi, cosa sono quelle facce? Per un momento mi sembrava di avervi visti sollevati… Sarà stato un errore mio! 😉

Ultimamente il tempo da devolvere alla lettura è molto poco, purtroppo, e per questo il numero di libri letti si attesta tristemente a 1,5 volumi. Spero ardentemente di rimediare a febbraio, quando forse avrò un pelo più di tempo libero, anche perché la coda di lettura si allunga con una velocità preoccupante!
Ma quali sono, in soldoni, questi tre mezzi di libri che ho letto in ben trentuno giorni? Dunque:

Altai, Wu Ming. Era nella mia coda di lettura dallo scorso giugno e in realtà l’ho cominciato negli ultimi giorni dello scorso dicembre, ma vale come primo libro del 2017, giusto?
Si tratta di un romanzo storico scritto dal collettivo di autori che al momento si fa chiamare Wu Ming Foundation, ma che in passato era noto anche con altri nomi, come ad esempio Luther Blisset (chi ha letto “Q”?), ed è ambientato tra Venezia e Costantinopoli attorno al 1570. La storia ruota attorno alla ricerca dell’identità del protagonista, che è nato ebreo, si è convertito al cristianesimo e poi torna a essere ebreo dopo l’incontro con il famigerato Giuseppe Nasi, ricco giudeo che gode dell’attenzione del sultano e che sta cercando di ricreare il regno di Israele sulla terra. La vicenda mi è piaciuta molto, la narrazione è molto fluida e ricca di descrizioni di scene e paesaggi che fanno veramente perdere il fiato, la resa dei personaggi, invece, non mi ha convinta. Penso che alcune delle scelte dei protagonisti siano poco giustificate e forse anche inverosimili, ed è un peccato, perché finiscono col guastare il finale.

Le parole segrete, J. Harris. Il titolo originale di questo libro è Runemarks, ed è il primo libro della trilogia omonima, che comprende anche quel The Gospel of Loki uscito nel 2014 e che mi era piaciuto proprio tanto. Purtroppo non c’è stato verso di trovare questo libro in lingua originale e così mi sono dovuta accontentare della traduzione italiana, che secondo me lascia indietro un po’ dell’ironia che è propria dello stile narrativo della Harris.
La storia comincia cinquecento anni dopo il Ragnarok (l’Apocalisse della mitologia norrena); nel mondo è apparso un nuovo credo religioso che presenta molti tratti di fondamentalismo, ma i vecchi Dei non sono morti, anzi, sono tutt’altro! Durante lo snodo della vicenda ci imbattiamo, quindi, in vecchie conoscenze: prima Odino, poi il bellissimo ritratto di Loki della Harris, e Skadi, Heimdall, Frey e Freija… Non sono ancora arrivata a Thor, ma i nostri eroi stanno giusto scendendo negli Inferi a prenderlo (alcuni sono meno entusiasti di altri: dico a te, Burlone!), perciò immagino che lo incontrerò presto. 🙂
Insomma, per il momento il libro mi diverte molto, ma vi tengo aggiornati sulla fine.

Ecco questo è il mio magro bottino di gennaio. Voi cos’avete letto durante questo mese?
C’è stato un libro che vi ha colpito in modo particolare? Fatemelo sapere!!

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