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fantastic-beasts-and-where-to-find-them-posterIl titolo italiano del film, come temo sappiano anche i sassi, è Animali Fantastici e Dove Trovarli, per la regia di David Yates e la scenografia di quel gran portento che è J.K. Rowling, e narra la storia di un simpatico mago distratto, tale Newt Scamander (Eddie Redmayne: perfettissimo!), autore del libro omonimo al film.
Solo che lo Scamander che vediamo approdare nella New York del 1926 non è il famoso autore del manuale sulle creature magiche, ma, appunto, un giovane mago di buon cuore e poco senso della strategia, che gira il mondo con la sua valigia (e Mary Poppins e Dr. Who assieme le fanno un baffo, alla valigia!) e le sue splendide creature, che purtroppo non sono ben viste dalla società.

Ora, non sto a raccontarvi la trama del film, perché in definitiva si tratta di un intreccio molto semplice e non esageratamente originale, e passo subito a dirvi che cosa mi è piaciuto della pellicola.
Tutto. Tutto mi è piaciuto, dal tono narrativo (e si vede che la Rowling ci ha messo mano!), alle interazioni tra i personaggi, al cast – WARNING! Vedrete un Johnny Depp molto biondo, imbolsito e coi baffetti da Hitler. Non dite che non vi avevo avvertito! – e, soprattutto, alle creature magiche, le vere e proprie protagoniste della storia.

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Un adorabilissimo Snaso, o Niffler in lingua originale.

Di fronte alla fantasia di J.K. Rowling (e alla resa animata del reparto grafico della produzione) siamo tutti un po’ come Jacob Kowalski, il No-Mag del film, che ad un certo punto esclama: I don’t think I’m dreaming. (…) I ain’t got the brains to make this up. Non penso di stare sognando, non ho il cervello per inventarmi questa roba. E quanti avrebbero veramente potuto immaginare uno Snaso, o un Demiguise, un Occamy o uno Swooping Evil (perdonate i nomi inglesi, ho visto il film in lingua originale e anche il libro che ho letto a suo tempo non era in italiano), eh? Siccome, poi, la signora non voleva strafare, è stata anche in grado costruire delle scene d’interazione tra le Creature e i personaggi della sua storia che sono divertenti e in qualche caso adorabili.

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Metti uno Snaso in una gioielleria

Come ho già anticipato, non è che ci sia qualcosa di nuovo in Fantastic Beasts and Where To Find Them, ma tutto quello che vedete (ad eccezione, ancora, di Grindelwald: dimenticate i folti capelli neri! Pare che di questi tempi per ottenere un cattivo basti ossigenargli la chioma e donargli qualche leggero tratto di albinismo) è fatto bene e con cura dei particolari, senza ammantarsi di un’importanza che risulterebbe fuori luogo. Il risultato di tutto questo progetto è un film estremamente godibile, con le magiche atmosfere della New York dei Roarin’ Twenties, una colonna sonora rimaneggiata il giusto e quei piccoli accenni alla saga di Harry Potter che ogni buon fan si aspetta di cogliere e che danno quel retrogusto malinconico alla serata che non guasta.
Ho apprezzato moltissimo che questa storia – che si dilungherà per altri quattro film – sia nuova e sconosciuta, perché Animali Fantastici e Dove Trovarli, il libro pubblicato dalla Rowling per beneficienza, intendo, è il vero e proprio manuale pubblicato da Newt Scamander e non contiene le sue avventure, che invece vedremo prendere vita per la primissima volta sul grande schermo, presumibilmente con l’entrata in scena di alcuni personaggi che sono entrati nel nostro cuore anni e anni fa e che susciteranno un effetto particolare.

Sono enormemente curiosa, ad esempio, di quello che potrebbe succedere in sala alla comparsa di un più giovane Albus Silente, se solo la menzione del suo nome da parte di Graves/Colin Farrel ha dato il via, solo ieri e solo nella sala di proiezione dov’ero io, a corali sospiri di malinconia.
Per saperlo, non ci resta che aspettare l’uscita dei prossimi film. Nel frattempo, se volete scusarmi, ho qualcosina da fare altrove.😉

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