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Penultima citazione!
É incredibile quanto poco ci sia voluto per trovarle e mostrarvele tutte (voi potete naturalmente essere di avviso ben diverso, eh!)!

the-gospel-of-loki-joanne-harris-gollancz-headerAd ogni modo, per la seconda citazione libresca ci rivolgiamo a Joanne Harris, scrittrice che, come sapete, a me piace molto. Amo, oltre che il suo stile narrativo, la sua capacità di rendere personaggi anticonvenzionali senza trasformarli in stupide macchiette, e la sua fantasia.
La citazione che vi riporto qui sotto è tratta da un libro che io ho sentito molto mio, The Gospel of Loki, che in italiano fa inspiegabilmente Il Canto del Ribelle, che ho letto nei primi mesi del 2014, prima dell’arrivo della traduzione italiana, che mi dicono presentare qualche pecca nella resa del linguaggio. Se così fosse, sarebbe veramente un peccato, perché il Loki uscito dalla penna della Harris è un meraviglioso antieroe, un paladino dell’ironia e del sarcasmo, un’illusionista di parole per sé e per gli altri… Insomma, siamo davanti alla migliore rappresentazione di sempre del Dio norreno degli Inganni.

Ci sono momenti, nella narrazione, in cui Loki decide di non turlupinare se stesso o il prossimo, momenti in cui, sebbene non perda quasi mai il suo tono fintamente leggero, il Dio è dolorosamente e puramente – per quanto si possa utilizzare un termine del genere con lui – sincero. La citazione di oggi appartiene a uno di questi momenti e ve la lascio senza ulteriori riflessioni, accompagnata da una mia traduzione personale. Attendo vostri commenti e opinioni.🙂

Clever folk aren’t popular, by and large. They arouse suspicion. They don’t fit in. They can be useful, as I proved on a number of occasions, but among general population there’s always a sense of vague mistrust, as if the very qualities that make them indispensable also make them dangerous.

In genere, le persone intelligenti non sono popolari; tendono a destare sospetti, non si mescolano agli altri. Possono essere utili, e io ne ho dato prova in qualche occasione, ma le persone normali nutriranno sempre un vago senso di sfiducia verso di loro, come se le stesse qualità per le quali sono indispensabili li rendano anche pericolosi.