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helloEd eccoci all’appuntamento estivo con la sfida di lettura su Goodreads, che come ogni anni vede accorpati i mesi di luglio e agosto, perché anche le Streghe, in vacanza, leggono meno. Soprattutto se ciagolano sotto l’ombrellone.

La lista dei libri letti in questi due mesi non è lunga, anzi, direi il contrario, ma è piena di letture (e riletture) interessanti, su cui ho tanto da dire. Suppongo, quindi, che sia il caso di metterci all’opera!

The Princess Bride, W. Goldman. Come da gif che apre questo post, d’altronde. Ci credete che, pur amando il film che ne è stato tratto (in italiano si chiama La Storia Fantastica, non chiedete perché), non avevo mai letto il libro di Goldman? Sì, avevo sfogliato qualche edizione, letto qualche passaggio, ma non mi ero mai approcciata alla storia di carta con il chiaro intento di cominciarlo e finirlo. Cosa che ho fatto nell’arco di ventiquattr’ore.
Cosa devo dire di questo libro? É vero, ci sono alcune differenze con il film, è vero, la vicenda non scorre liscia proprio come nella pellicola, ma i personaggi sono lì. Sono lì lo spadaccino Inigo, il gigante Fezzik, il siciliano Vizzini, il conte Rougen. Westley è lì, su quelle pagine, sono lì la sua ironia e il suo amore per Buttercup… Insomma, se avete amato il film, non potete non leggere The Princess Bride, e, se non avete mai visto nemmeno un fotogramma della pellicola, leggetelo lo stesso e buon pro vi faccia.

L’Ultimo dei Mohicani, J.F. Cooper. Ve la ricordate la colonna sonora del film? A me è sempre piaciuta, ma non ho mai capito fino a che punto quel capolavoro sonoro fosse azzeccato prima di leggere il libro di Cooper. Le descrizioni del paesaggio, del lento scorrere del grande fiume, delle cascate improvvise, del frusciare delle foresta! Tutto si trova e si accorda tra libro e colonna sonora, tutto si spiega, tutto si esalta. Vale la pena di leggere L’Ultimo dei Mohicani solo per questo, e invece è anche un bellissimo romanzo di avventura, di quelli che mirano a intrattenere e nulla più, fors’anche un po’ a sognare. E chi non ne ha bisogno, ai giorni nostri?

La Maschera di Antenore, A. Ongaro. Quando vi ho parlato di Athos, ho espresso il desiderio di leggere qualche altro libro dello stesso autore, tanto per vedere se, con il romanzo che racconta le avventure precedenti al momento in cui lo sfortunatissimo conte de la Fère diventa un moschettiere di Sua Maestà, Ongaro avesse avuto una specie di epifania, oppure se fosse effettivamente uno scrittore degno di nota. Beh, adesso la mia missione è quella di recuperare tutti i libri mai scritti da questo signore, perché il suo stile narrativo mi ha catturato ancora una volta.
La trama di La Maschera di Antenore non è questa gran cosa, sapete, anzi immagino che potrebbe risultare addirittura noiosa, se ve la raccontassi. Sono i personaggi che le danno vita e soprattutto il modo in cui ogni evento viene descritto, con quell’alito vagamente metafisico che rimane sospeso sulla vicenda e ne aumenta l’inquietudine di fondo, che sale in crescendo senza tuttavia mai prevalere sul resto. Ho provato subito simpatia per il protagonista, Stefano, un eroe romantico depredato del suo tempo e delle sue armi, che non ha trovato altro modo di esprimersi che innamorarsi dell’impossibile.

Una Stanza Piena di Gente, D. Keyes. Ho cercato questo libro un po’ dovunque da che Serena ne ha parlato in un suo post e sono felice di averlo finalmente trovato in biblioteca. Di che cosa parla Una Stanza Piena di Gente? Detto sinteticamente, di un uomo dentro al quale vivono ventiquattro persone diverse. Persone che si affacciano a turno sul mondo, sconvolgendosi la vita, sconvolgendo la loro percezione della realtà e rischiando tutto. Ancora non siete scioccati? Pensate allora che si tratta di una storia vera, che davvero esiste un individuo che ha sperimentato tutto quello che leggerete in questo libro, che ha sofferto pene e punizioni che non meritava. Pensate a come potrebbe essere aprire gli occhi, un giorno, e scoprire che qualcun altro ha vissuto la vostra vita per dieci e più anni, senza che voi ricordiate niente. Dieci anni. Aggiungo che lo stile narrativo scelto da Keyes – semplice, lineare, quasi come se volesse scrivere un lungo articolo di cronaca – contribuisce sicuramente a interessare il lettore alla storia. Se trovate una copia di questo libro in giro, leggetelo, perché ne vale davvero la pena.

Itaca per Sempre, L. Malerba. Lo scrittore stesso, nella postfazione, spiega com’è nata l’idea di scrivere questo libro. Stava discorrendo sull’Odissea con un professore di mitologia greca, un amico di famiglia, quando sua moglie si dichiarò convinta che Penelope avesse riconosciuto subito il suo acuto marito, anche travestito da vecchio mendicante, e che avesse finto il contrario per punirlo dei lunghi anni passati lontano da lei.
Da questa piccola osservazione Malerba trae una delle più curiose rivisitazioni delle avventure di Ulisse che voi possiate mai leggere. La trama si discosta pochissimo da quella che conoscete, ma è raccontata tramite le percezioni alternate dell’eroe figlio di Laerte e di Penelope, che sicuramente emerge come una figura ben più rotonda di quanto l’abbia resa Omero (e notate che, tutto sommato, Penelope è una delle donne che sono dipinte con più cura all’interno dei due poemi).
Itaca per Sempre non è una lettura facile, non per il tipo di linguaggio, che, anzi, è semplice e musicale, ma per la comprensione delle dinamiche sia esterne che interne ai due narratori. Perché Penelope agisce così? Com’è possibile che provi tutto quel rancore nei confronti di un uomo che non è più soltanto un uomo, ma un eroe capace di sfidare gli Dei? E Ulisse è davvero Ulisse? Quanto rimane del re di Itaca, dopo vent’anni di avventure e sofferenze? Che cosa vedono gli altri, quando o guardano? Che cose vede lui stesso? Sono tutte domande che, se portate alla lunga, potrebbero anche spazientire un adolescente, seppur appassionato di mitologia come potevo essere io a quindici anni, ma che adesso aprono una finestra affascinante nell’animo umano.

 

E con le avventure di Odisseo, o Ulisse, o Nessuno, o in qualunque modo voi vogliate chiamarlo, si concludono le mie letture dei mesi di luglio e agosto 2016. In questo momento, dato che mi è rimasto in bocca il gusto per le avventura marinaresche, sono immersa in una storia di pirati, di cui vi dirò a fine settembre. So, stay tuned! 😉

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