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Ho lasciato passare un po’ di tempo per continuare il Quote Challenge, lo so, ma non potevo mica inanellare un post riflessivo dietro l’altro per tre settimane, no? Avrei rischiato di annoiarvi, oppure di dover cambiare il mio nickname da La Strega a La Santona. E, diciamocelo, io del Santone non ho la stoffa.

Ad ogni modo, oggi torniamo a Shakespeare e ci rivolgiamo al Giulio Cesare per l’ultima citazione teatrale. Secondo me, è una massima di vita.

 

(…) Unicorns may be betrayed with trees,
And bears with glasses, elephants with holes,
Lions with toils, and men with flatterers.
(…) Gli unicorni possono essere ingannati dagli alberi.
E gli orsi dagli specchi, gli elefanti dalle buche,
I leoni dalle reti e gli uomini dagli adulatori.
Gli adulatori. Pericolo di fronte al quale siamo tutti inermi, no?
Decio, uno dei traditori di Cesare, pronuncia questa frase mentre i congiurati stanno progettando l’aggressione al Campidoglio (atto 2, scena 1) e, tutte le volte che la rileggo, mi vengono un po’ i brividi, perché, anche se è improbabile che una trentina di persone si metta d’accordo per farmi diventare un puntaspilli (mica per il numero: è che devono mettersi d’accordo XD), mi sento particolarmente vulnerabile alle adulazioni. É così facile crederle veritiere, no? Così dannatamente facile propendere verso chi ci elogia e ci da sempre ragione.
Troppo facile.
E ancora più facile è scordarlo.