Tag

, ,

highline-galleryÉ vero che sono tornata a casa e che le mie vacanze sono finite, ma questa non è una buona ragione per non fare la turista nella mia amata patria, quella Milano che ancora tanti snobbano, quando progettano i loro viaggi, senza sapere che cosa si perdono.
Oggi ho esplorato la Cripta di San Sepolcro e i camminamenti sul tetto della Galleria Vittorio Emanuele, che non distano molto l’uno dall’altro e che si possono vedere facilmente in un pomeriggio, come ho fatto io. Tra l’altro, i due siti appartengono allo stesso circuito, quindi, con un po’ di accortezza, non è difficile approfittare di qualche sconto o promozione che possono rendere il vostro pomeriggio turistico meno esoso.

milano__cripta_disan_sepolcro

La cripta

La chiesa di San Sepolcro ha una storia interessante. La sua costruzione, iniziata nel 1030, si protrae fino al 1897: un lungo periodo, durante il quale essa cambia anche il nome, da quello di Santissima Trinità all’attuale, che deriva dal Sepolcro di Gerusalemme (Milano ha partecipato alla crociata lombarda del 1099, che prese, appunto, la città santa). Non paghi di questo rimaneggiamento, si apportano anche modifiche affinché la chiesa rassomigli al Santo Sepolcro di Gerusalemme, poi, nel corso dei secoli, si aggiungono e si tolgono elementi barocchi, campanili, facciate… Noi milanesi siamo gente a cui piace cambiare, sapete.
Come spesso accade con edifici religiosi così vecchi, anche la chiesa di San Sepolcro si sviluppa su due livelli, quello superiore, con un bellissimo interno barocco, e quello inferiore (la cripta), che conserva ancora i resti dell’antico foro romano di Milano, che si ergeva proprio nella zona coperta oggi dalla chiesa e dalla biblioteca ambrosiana. La cripta in particolare è rimasta chiusa per cinquant’anni ed è stata riaperta solo il marzo scorso, dopo un attento restauro che permette oggi al pubblico di ammirare il luogo di preghiera di Carlo Borromeo e le sepolture di alcuni importanti personaggi della città.

La visita alla cripta non è lunga, ma necessita di un minimo di organizzazione: l’apertura del sito è dalle 12 alle 20, ma fino al 31 agosto l’orario è ridotto e il turista potrà accaparrarsi un biglietto per i sotterranei (€ 10) solo dalle 16 alle 20. Le casse non accettano prenotazioni, se non per gruppi numerosi, ma, a onor del vero, io non ho fatto fila.
Una volta scesi i gradini di pietra che dall’entrata laterale vi portano alla cripta vera e propria, il visitatore entrerà in un mondo umido, dall’atmosfera quasi ovattata, e sarà libero di girare a suo piacimento tra gli ampi locali, che si snodano su un’area sorprendentemente ampia. Tra colonne, graticci e lastre di marmo romano, vi imbatterete in affreschi scrostati dal tempo ed eleganti sarcofagi. Fanno loro presenza anche la mappa che Leonardo disegno delle cripte e una copia della Sindone conservata a Torino, con un video di spiegazione su come si avvolgeva un sudario attorno a un cadavere.
Ecco, la copia della Sindone l’avrei evitata, perché la sua esposizione nella teca stona con l’atmosfera del luogo e impedisce, a mio opinabilissimo avviso, la fruizione di tutta la cripta, guastandone il gusto, se vogliamo. Al posto di una copia di un falso e un televisore a schermo piatto io avrei investito su pannelli esplicativi più ampi e più presenti, ad esempio, e sulla trascrizione in italiano degli epitaffi sulle lapidi, che sono in latino e purtroppo alcune sono difficilmente leggibili. Secondo me, l’atmosfera e la qualità della visita ne avrebbero giovato.

highline-galleria-593x353Presso la biglietteria della Cripta di San Sepolcro è poi possibile acquistare un biglietto scontato al 50% per i camminamenti sulla Galleria Vittorio Emanuele (in pratica, con l’acquisto del biglietto intero di 12€ entrano due persone).
La Galleria Vittorio Emanuele è stata costruita dal 1926 al 1935, nel periodo tra le due Guerre, dall’architetto Pier Giulio Magistretti. La sua struttura fonde il gusto classico italiano a quello per le architetture di vetro e acciaio che spopolava in Europa fin dagli ultimi anni dell’Ottocento, ma la sua particolarità non fu subito accolta favorevolmente dai milanesi, che, anzi, la definirono troppo tozza e inelegante. Magistretti non la prese bene, e leggenda vuole che la sua caduta mortale da un’impalcatura della sua opera a pochi giorni dall’inaugurazione non sia stata accidentale… Non sapremo mai cosa sia passato per la mente del siör Magistretti, ma sarebbe bello potergli dire che, oggi, la sua Galleria è uno dei luoghi più amati dai turisti, ma anche da questi milanesi sempre puntigliosi e criticoni. 🙂

L’anno scorso (più precisamente l’1 maggio 2015, in occasione dell’apertura di Expo) sono stati aperti i camminamenti su cui ho passeggiato oggi pomeriggio: una passeggiata di circa 250 mt sul tetto di cristallo di quella stupenda opera che è la Galleria Vittorio Emanuele. Che vista, che vista sull’intero skyline milanese! Che bello scoprire un passo dopo l’altro i campanili di Santa Maria delle Grazie e di Sant’Ambrogio, il profilo del Castello Sforzesco e la linea dei nuovi grattacieli di Piazza Gae Aulenti e dintorni! Che fascino, che poesia vi mostra questa città pragmatica, sempre in movimento e mai a riposo, nemmeno ad agosto. Non ci sono parole per descrivervi un’esperienza come questa, dovete semplicemente viverla, magari accanto a qualcuno a cui volete veramente, ma veramente, bene. Poi, potrete dire quasi sussurrando che Milan l’è un gran Milan (Milano è una grande Milano).

Advertisements