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1200px-ghostbusters_logo-svg(Sì, lo so che Blockbuster non esiste più da un pezzo, ma non ho potuto non menzionarlo nel titolo del post. Perché? Leggete e lo capirete)

Interrompiamo per un attimo il Quote Challenge e facciamo una piccola pausa, parlando di Ghostbusters, il remake firmato Paul Feig che ha suscitato tanta bagarre negli scorsi mesi.

Io l’ho visto a pochi giorni dall’uscita (questo è un post programmato, ricordatevelo!) e devo dire che, pur non trovandolo tanto brutto come dicevano le recensioni, che erano peraltro in maggioranza finte, non ne sono rimasta entusiasta.

Intendiamoci, è un film godibile. Strappa qualche sorriso, ha un ritmo veloce nella seconda parte (la prima è lenta. Tanto.) e le comparsate dei membri del cast originale gettano lo spettatore sul viale del ricordi. Ecco, uno dei grossi problemi è che sul viale dei ricordi ci si sta un po’ troppo: molte scene sono già viste e anche molte scelte narrative. Gli scambi tra i personaggi non sono particolarmente esilaranti e gli effetti speciali, che non sono male, non bastano a reggere un’ora e cinquantacinque minuti di storia.

Che dire del cast… Il grosso scandalo, a quanto pare, è che gli acchiappafantasmi di questo remake sono donne, il che ha scatenato l’ira (…) dei fan più accaniti della serie e i giubili (di nuovo: …) delle sedicenti femministe, perché adesso vedrete che anche le donne sanno far ridere.

Suscitare la risata in modo consapevole (perché inconsciamente è purtroppo molto facile) è difficile di per sé, e ancora più difficile per le donne, data l’immagine generale che ne abbiamo. Personalmente, non credo che l’idea di raggiungere questo scopo semplicemente trasportando le vecchie gag sulle spalle delle interpreti femminili abbia funzionato, anzi, in molti punti l’ho trovata una cosa piuttosto fastidiosa.
Insomma, se scegli di lavorare con personaggi di sesso femminile, allora devi creare il copione per loro, il che non significa trasformarle nelle solite, scontate, bombe sexy perfettine, ma nemmeno in scaricatori di porto con l’ormone in subbuglio. A proposito di ormone in subbuglio, nemmeno il ruolo del segretario maschio bello, biondo e scemo fa ridere. Non per tutto il film.

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Eccolo qui, il nostro Chris. 

Rimanendo, sul tema del segretario bello e diversamente intelligente, voglio spezzare una lancia in favore di Chris Hemsworth, che ha nuovamente provato che, quando si discosta dal solito ruolo che vogliono affibbiargli (l’eroe tutto muscoli che brandisce un’arma contundente, sia essa un martello, un’ascia o un arpione), fa davvero una bella figura. La sua interpretazione denota un’autoironia pregevole, una discreta bravura recitativa e una discreta dose di scioltezza: bravo Chris!

In sostanza, se vi va di riempire una calda serata estiva con un film divertente e che sia tutto fuorché impegnativo (e se siete stanchi di spazio, alieni e avventure nello spazio con alieni), Ghostbuster è un’ottima scelta. Andate a vederlo con un biglietto scontato (perché francamente non merita che voi paghiate il prezzo intero), godetevi la colonna sonora e salutate i fantasmi con la manina.
Ah, e rimanete per i titoli di coda: sono tra i più piacevoli degli ultimi anni.😉