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Oggi ci inoltriamo nei meandri della letteratura tedesca, complice uno stralcio di una delle mie odi preferite, scritta da uno dei miei autori preferiti. Insomma, questa e La Strega che vi apre una parte del suo cuoricino!

Quella di Johann Wolfgang Von Goethe è una personalità particolare, intanto perché ha vissuto per più di 80 anni (1749 – 1832) in un periodo in cui la longevità non era esattamente la caratteristica dominante della specie, e poi perché è stato poeta, scrittore, drammaturgo, scienziato, diplomatico, pittore, teologo e filosofo: un portento, il nostro Johann! Quando studiavo la sua vita al liceo, sono sempre rimasta sorpresa dal fatto che a quest’uomo andasse tutto bene, che tutti i successi fossero suoi, insomma, e divertita, perché, invece, il suo amico Schiller… E’ un altro paio di maniche.😉

Goethe è ovviamente famoso per il suo Faust, che citano tutti con, a seguire, I Dolori del Giovane Werther e Le Affinità Elettive. Sono tutti lavoro splendidi (magnifici, magici!), ma io personalmente vi consiglio di dare un’occhiata anche a qualche sua poesia e, in genere, ai lavori risalenti al periodo dello Sturm und Drang (per non dilungarci, lo chiameremo il Romanticismo nudo e crudo e poi ci torniamo in un altro post, perché c’è tanto da dire), come lo stralcio dell’Ode Prometheus, che trovate qui di seguito.

1e30abcd9f3e6c3ad68c5a1d047e6ce5Wähntest du etwa,
ich sollte das Leben hassen,
in Wüsten fliehen,
weil nicht alle
Blutenträume reiften?

Ovvero, da mia personale traduzione:

Ti aspettavi forse
che avrei odiato la vita
che sarei fuggito nel deserto
perché non tutti i sogni dell’infanzia
si sono avverati?

 

Prometheus è una delle mie poesie preferite per la forza del personaggio, la sua passione violenta, il suo titanico sforzo di sfidare un’autorità che sembra troppo alta per poter venire a patti con chiunque. Potete capire solo leggendola, solo così potete vedere attraverso le palpebre l’eroico coraggio di un giovane uomo, che sfida il Signore del Cielo, non già mostrandosi superiore a lui, ma suo pari.

Lo stralcio che ho deciso di lasciarvi è quasi una lezione di vita, non trovate?
Quante volte ci chiudiamo in noi stessi o diventiamo la somma all’ennesima potenza delle nostre qualità negative, perché c’è qualcosa che non va nella nostra vita? Quante volte ci trasformiamo in un buco nero per tutte le cose positive che ancora ci circondano e che noi magari vediamo, ma a cui non riusciamo ad attribuire il giusto valore?
Avete mai pensato a quante cose, quante persone, rischiamo di perdere così facendo? Io sono della personale opinione che in questi casi non è la forza che manca, non è perché siamo stanchi che ci comportiamo così. É perché ci manca il coraggio di sforzarci, di lasciare che ci dilanino, anche, ma di non negare niente di ciò che siamo.
Quante volte vorremmo il coraggio di Prometeo?