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x-men-apoc-ukposterbanner-01Ad un certo punto del film, Jean Grey, Scott e The Night Crawler concordano nell’affermare che il terzo film di qualsiasi saga è sempre il peggiore: Brian Singer ha messo le mani avanti con un buona metà della pellicola ancora da vedere, e io direi che non ha fatto male.

X Men Apocalypse è di qualità ben minore rispetto ai due film precedenti, in cui assistevamo alle peripezie giovanili dei mutanti della vecchia guardia, anche se è sicuramente godibile come un bel film d’azione estivo.

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Se arrivi a sperare che la strangoli, vuol dire che con Mystica hanno esagerato.

Forse è semplicistico dire che – a differenza dei film di Captain America &Co. – la produzione non è riuscita a gestire così tante persone in un’unica scena, anche se sicuramente lo spazio non sufficiente dato ad alcuni personaggi in favore di altri, per dirne una, è parte consistente del problema. Mancano però la precisione nel girare gli scontri tra i soggetti in gioco e soprattutto una certa originalità nelle scelte narrative, nelle inquadrature e negli intenti dei protagonisti che altri film del settore hanno, almeno in parte. Anche le poche scene davvero particolari del film – un esempio su tutti, quelle di un adorabile Quicksilver – sono comunque il frutto di un esperimento già compiuto e di cui è stato testato il successo. Come se la regia si fosse detta ehi, questa cosa ha funzionato tanto, rimettiamocela un paio di volte! In più, ho notato un’eccedenza di autocitazioni che appesantiscono la storia invece che alleggerirla, senza peraltro avere altra giustificazione, se non quella di strizzare l’occhio ai fan di vecchia data.

E’un peccato che, con tutte le spinte che si potevano dare ai personaggi della storia, si sia scelto soltanto di sottolinearne i diversi stadi di rabbia e frustrazione. Insomma, ci sarà di più nell’animo umano, no? Qui, tra una scena che fa un baffo a qualsiasi disaster movie e l’altra, tutti i protagonisti hanno problemi così grandi a gestire le proprie emozioni, che neanche Kylo Ren di Star Wars! E Apocalypse! Signori, un cattivo di una storia non può decidere di smantellare il mondo civilizzato perché… beh, il problema è che non ce lo dicono, il perché. Il signor Blu si risveglia, guarda la tv (aspettate, forse c’è un motivo :D) e decide che causare la fine del mondo è cosa buona e giusta. Perciò, raduna vari collaboratori che potevano essere degni di nota, avessero avuto più battute, si perdono minuti interminabili in scene quasi tutte uguali di imposizione delle mani (non posso dire di più: niente spoiler!) e poi? L’impressione è che finisca tutto a tarallucci e vino, ecco.
Non che questo sia necessariamente un male, intendiamoci: il film si guarda comunque volentieri e quasi paradossalmente da più da discutere rispetto a Civil War (recensione qui), che era così perfetto da essere un po’ noioso.

Il cast – e lo ripeto di nuovo in questo paragrafo: con McAvoy e Fassbender il signor Singer poteva anche tentare qualcosa di più intenso – non è né carne né pesce, probabilmente perché le parti che gli attori si sono visti assegnate sono tutte bidimensionali, nessuna esclusa; si saranno consolati con i bei costumi anni Ottanta?^^’ Di sicuro, la colonna sonora è molto bella.

 

Infine, devo assolutamente sottolineare l’imbarazzante qualità del doppiaggio italiano, che fa parlare ogni personaggio di nazionalità tedesca come Ratzinger e ogni singolo polacco come una prostituta Cecoslovacca degli anni Novanta – non è un’esagerazione: lo vorrei tanto, ma non lo è -, anche se si tratta di omaccioni che lavorano in una fonderia. Pensavo non si potesse andare così in fondo, ma evidentemente abbiamo cominciato a scavare.