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No, non mi ero dimenticata della Sfida di Lettura su Goodreads e nemmeno di aggiornarvi sul suo andamento! Il punto è che, a rileggere certi classici, si va più a rilento rispetto ad altri libri più brevi o – via, ammettiamolo! – più leggeri da digerire, e quindi ho atteso di aver raggranellato un po’ di volumi, prima di parlarvi delle mie letture.

…Ok, con l’attività rambica, i clienti e i pargoli che hanno richiamato la mia attenzione più del solito, ho anche avuto poco tempo libero e troppi modi di impiegarlo, lo ammetto. Ma torniamo ai nostri libri. ^^

Nei gloriosi mesi di marzo e aprile 2016 ho letto:

Sette Brevi Lezioni di Fisica, C. Rovelli. Signori: un’illuminazione! Una lettura bellissima, scorrevole e agilissima. Carlo Rovelli ha il dono raro e geniale di riuscire a spiegare teorie e idee assai complesse in modo semplice e chiaro, anche a chi la fisica non se la mangia a colazione, e il suo libro mi è piaciuto tantissimo. Aggiungo anche che alcune sue lezioni mi hanno letteralmente aperto un mondo. Di riflessioni, di pensieri, di idee. Leggetelo: sono pronta a discuterne con chiunque e quando volete!
Racconti e Novelle, G. de Maupassant. Parlavamo di letture leggere?😀 Sono i primi scritti di Maupassant che io abbia mai letto (lo so, era una bella lacuna) e li ho apprezzati per la loro capacità di delineare situazioni e personaggi con piccoli tocchi, quasi fossero delle opere impressioniste. Certo, sono tantissimi e richiedono un minimo di riflessione tra un racconto e l’altro.
La Vera Storia del Pirata Long John Silver, B. Larsson. Ecco, parliamo di pirati. E di classici dell’infanzia. E di persone che conosci su Twitter e che ti passano libri del genere dopo anni che cercavi qualcuno con cui condividere la passione per le storie marinare… Tornando al libro, il suo autore compie un esperimento molto interessante, lasciando che l’arcinoto Long John Silver, vero protagonista di quel sogno a occhi aperti che è L’Isola del Tesoro di Stevenson, giunto ormai alla fine dei suoi giorni, si racconti. Che parli della sua vita, insomma, dei suoi pensieri senza seguire una vera linea cronologica, ma come gli vengono in mente, fino al finale che diverso non poteva essere.
Sense and Sensibility, J. Austen. Perché una sfida sui classici della letteratura non può essere degna di questo nome, se non ci mettiamo la Austen! Non avevo mai letto Ragione e Sentimento prima, anche se ne ho visto decine di rappresentazioni televisive, e devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa. Non che pensassi che il libro non mi sarebbe piaciuto, ma in alcuni punti l’ho trovato quasi migliore del mio amato Orgoglio e Pregiudizio!
Northanger Abbey, J. Austen. Sempre Jane, ma questo volume non mi è entrato nel cuore. Sarà che si tratta di un lavoro un po’ atipico per la Austen, sarà che, per l’età della protagonista, avrei dovuto leggerlo qualche annetto fa. Non so.

 

Al momento, sono immersa nelle pagine di una delle mie saghe preferite, quella di Horatio Hornblower, di C. S. Forester – più precisamente, sono a bordo dell’Indefatigable, a studiare una carta nautica con Sir Edward Pellew, mentre mi domando se quel ragazzotto alto e dinoccolato farà strada -: se i francesi non mi abbordano, vi tengo aggiornati.😉