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Come sicuramente ho già scritto, difficilmente apprezzo fare lezione di letteratura ai miei pargoli, perché amo la lettura e quelle piccoli bestioline ingrate tendono a storpiarmela irrimediabilmente. Questo pomeriggio, però, non ho potuto esimermi dal fare lezione su uno dei generi letterari più famosi di sempre, ovvero quello delle detective stories.
E c’è di più, non si trattava mica di un detective qualunque! Alla pargola ho fatto lezione su Sherlock Holmes, ideato da quella bella penna del signor Arthur Conan Doyle.

Com’è andata? Beh…

“Dunque, pargola, Arthur Conan Doyle nasce a Edimburgo nel 18…”
“Edimburgo dov’é?”
“In Scozia. Dicevo, che lui è nato nel…”
“Posso scrivere Regno Unito negli appunti? Ah, no, a quell’epoca non esisteva… Anzi, no, aspetta, scusa! La Scozia non è nel Regno Unito!”
Quando aggiungere qualcosa al tuo strafalcione è deleterio, eh?

“E quindi si laurea in medicina e all’università conosce J. Barry e Stevenson, che…”
“Quello del pappagallo!”
Ecco, il pappagallo. Ti presenterei un’amica, se non che…
“Com’è che si chiamava? Prometeo?”
Ahem. Quella veramente era un’aquila, altro che pappagallo…

“Ma Conan (sic! NdB) si è laureato in medicina, come il dottor Watson!”
“Sì, esatto, pargola! E forse avrai notato altre similitudini con…”
“Ma non era bello come Jude Law, però.”
Per un momento – un solo, colpevole, istante – ho sperato.

“Sherlock Holmes è un personaggio eccentrico, pargola. Geniale, determinato, dotato di una conoscenza scientifica senza pari, eppure ignorante in materie di pubblico dominio…”
“Come me!”
“Non hai colto i termini che ho utilizzato prima: geniale, determinato, dotato di una conoscenza scientifica…”
“Appunto, come me!”
Che faccio, la butto giù dal pero?

“La prima storia di Sherlock Holmes a essere pubblicata è ‘A Study In Scarlet'”
“Pink.”
“No, pargola, è Scarlet. Pubblicato nel 1887…”
“Guarda che il colore era rosa.”
“Ti dico che era rosso, anzi scarlatto. Perché, nel libro…”
“No, ti sbagli!” sorride trionfante la bestiolina: “Era proprio pink, l’ho visto in tv!”
Ah, se l’ha visto in tv… Cumberbatch insegna, signori. Mannaggia a lui!

“Secondo te, Sherlock Holmes era bello?”
“Sherlock Holmes non è mai esistito, pargola, è un personaggio inventato.”
“Sì, ma secondo te?”
“Beh, dai libri sappiamo che era alto, magro…”
“No, ma dico, era bello come Benedict, o come Robert Downey Junior?”
“Immaginatelo come preferisci” rispondo io, sconsolata
“Allora, come Theo James! No, aspetta! Biondo come Jamie Campbell Bower!”
Nota della Blogger: sono i due attori di Divergent e Shadowhunters, che spopolano tra le ragazzine di tutto il mondo. Il secondo è una specie di ragnetto denutrito con una parrucca bionda. Ora, io capisco che l’età della pubertà non è facile, però un attimo di senso estetico…

Dunque, la trama degli Omini Danzanti: Sherlock Holmes e Watson vanno all’Opera e…
Mi fa male il petto! Come se una scheggia invisibile si fosse conficcata nel mi cuoricino stregato.
…Allora Holmes s’innamora di una ballerina e…
Ecco: questo invece era un pugnale! A lama bella grossa, anche.
Ma Watson è geloso, così…
Poteva anche dirmelo, che non aveva letto il racconto. Sob.

Concludiamo in bellezza, vi va?
C’è un motivo per cui anche oggi sono tornata a casa sconvolta:

 

 

“Ah, ma Sherlock Holmes è quello tutto strano, che risolve i crimini sul treno!”
“Credo che quello sia Poirot.”
“No, allora non dobbiamo studiarlo: a scuola letteratura francese non la facciamo.”

Vado a finire di piangere, eh. A presto.