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Ci sono momenti in cui anche una Strega esperta come la sottoscritta, accortasi dei messaggi subliminali che le vengono lanciati attraverso l’Etere, sceglie di coglierli prima che essi diventino minacce. Questo è il motivo per cui quello che leggerete qui è un post relativo al romanzo storico, come da cordiale richiesta di PennyLane (qui il suo video sullo stesso argomento), sperando di non annoiarvi e di non dilungarmi troppo su quello che è uno dei miei generi letterari preferiti, forse anche il preferito in assoluto.

Prima di spiegarvi il motivo per cui mi sono appena prodotta in questa specie di dichiarazione di amore eterno verso il romanzo storico, cercherò di riassumervi la sua definizione e i punti salienti del genere in poche righe.
Dicesi storico un romanzo ambientato in un’epoca ben precisa – almeno 50 anni prima del periodo in cui è stato scritto o comunque in un tempo in cui l’autore non sia vissuto -, che diventa un vero e proprio personaggio della vicenda narrata, poiché i suoi usi e costumi la caratterizzano fortemente. Spesso compaiono personaggi realmente esistiti, sia come protagonisti della storia che come “spalle” dei personaggi principali. Il patto con il lettore presuppone che l’autore racconti la sua storia attenendosi il più possibile alla verità storica del periodo in cui ha deciso di ambientarla. Il romanzo storico nasce nell’Ottocento, in pieno romanticismo letterario, come prodotto della letteratura britannica, ma si diffonde velocemente in tutta Europa, fino ad arrivare a noi, col signor Alessandro Manzoni e i suoi Promessi Sposi. Sì, diciamo che Manzoni col patto con il lettore di cui sopra è un po’ esagerato.^^’

I motivi per cui amo particolarmente in romanzi storici sono molteplici. Il primo è che sono sempre stata interessata alla storia (sì, Piero e Alberto Angela mi hanno rovinata): o delle epoche che prediligo, ma in generale mi affascina tutto ciò che è passato e adoro ritrovarne delle tracce nella società contemporanea. Il secondo è che in un’altra vita devo sicuramente essere stata un membro del movimento artistico romantico, perché il fascino che esercita su di me il Passato – inteso come tempo indefinito, in questo caso, non come una precisa epoca storica – è tremendo: è la possibilità di una fuga verso uno spazio-tempo ignoto, il sogno, il tempo dei cavalieri e dei draghi… Insomma, è magico anche se collegato alla realtà, una specie di Avalon dei giorni nostri.
Il terzo motivo della mia predilezione per questo tipo di romanzi sta nel titolo che ho scelto per il post: essi sono un vero e proprio ossimoro della letteratura, e io con gli ossimori ci vado a nozze! Tornate un momento dove vi parlavo del patto con il lettore; l’autore di un romanzo storico si prefigge di raccontare una storia di sua invenzione, che però inserisce in un tempo reale e ben preciso, promettendo a chi leggerà di attenersi il più scrupolosamente possibile ai libri di storia. In pratica, ti racconto, lettore, una cosa falsa che è successa in un’epoca storica vera, che io prometto di riprodurre fedelmente. Lo capite, adesso, il paradosso? Riuscite a cogliere il fascino di questa costruzione?
La mente del lettore è costantemente sfidata a risolvere questa dicotomia vero/non vero, ma non riuscirà mai a portare completamente a termine il suo compito, perché come sarebbe possibile dire con certezza cosa è successo realmente e cosa è frutto della fantasia dell’autore? Ed è davvero così importante?
Per dirla con le parole di Valerio Massimo Manfredi, grande autore di romanzi storici contemporanei: “La verità mi interessava davvero? E perché mai? (…) Basta raccontarla, una cosa, e diventa vera.”

Un buon romanzo storico fa questo. Costringe il lettore a confrontarsi costantemente con una realtà che lui sa essere in qualche punto distorta, romanzata, e lo invita a sprofondare nel sogno, nelle atmosfere di una cattedrale in costruzione, o per le strade polverose della Parigi del Seicento, o ancora per i Sette Mari assieme ai pirati e poi tra i membri di un Conclave nella Roma del Quattrocento. Lo invita a guardare negli occhi lo scrivano di corte, il tenente della Marina di Sua Maestà, l’eroe della Guerra d’Indipendenza e la cortigiana, a scavare nel profondo della loro anima, che mai l’arida pagina di un libro di testo potrà sfiorare, ma che invece non ha segreti per quella fragrante di sensazioni, suoni e odori del romanzo. Ecco, il motivo per cui mi piace la narrativa storica è questo.

 

 

Ora, dopo oltre settecento parole sull’argomento, veniamo ai consigli per gli acquisti!
Se devo suggerire qualche titolo a voi, coraggiosi lettori di questo post, non posso esimermi da citare lui, Bernie, il mio primo amico amante della storia. Bernard Cornwell è uno scrittore inglese di cui potete leggere qualsiasi romanzo e innamorarvene seduta stante, ma, come i più fedeli tra i miei follower oramai sanno, i miei preferiti sono quelli della Saga di Excalibur (qui e anche qui). Tra gli autori italiani, non è possibile non citare Valerio Massimo Manfredi, che ne ha scritti una miriade – purtroppo non tutti della stessa qualità, signor Manfredi! -; tra i miei preferiti, “Il mio nome è Nessuno” (qui), “Lo scudo di Talos”e “Idi di Marzo”. Ci sono poi un sacco di altri bei romanzi che non cito, perché l’ha già fatto la donzella PennyLane nel suo video e potete sentire che ne pensa lei cliccando sul link che vi ho lasciato, ma, giusto per darvi un’idea di quanto io ami questo genere letterario, a conclusione di questo post vi lascio l’elenco degli ultimi diciotto romanzi storici che ho letto o riletto di recente, corredati della mia eventuale recensione su Goodreads. Voi scegliete pure da quale farvi catturare.😉

 

Guerra e Pace, L. Tolstoj
Terra Ferma
, M. Asensi
300 – Nascita di un impero, A. Frediani
Wolf Hall, H. Mantel
1356, B. Cornwell
O Cesare o Nulla, M. V. Montalban
Io, Claudio, R. Graves
La saga di Owen Archer, C. Robb
Athos, A. Ongaro
L’oste dell’ultima ora, V.M. Manfredi
I Principi d’Irlanda, E. Rutherford
Tutto sotto il cielo, M. Asensi
L’Ultima Legione, V. M. Manfredi
La saga dei re Sassoni, B. Cornwell
La Trilogia di Martin Ojo de Plata, M. Asensi
La Guerra di Troia, L. Clarke
Colosseum, S. Sarasso
Il conte di Montecristo, A. Dumas
I Tre Moschettieri, A. Dumas