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Facendo un rapido calcolo, sono quasi due anni che non mi cimento in un tag game, ma ehi!, questo parla di libri! E io posso parlare di libri per ore, ma che dico ore, per giorni, ma che dico giorni, settimane… Insomma, avete capito.

Ringraziando dunque la signorina PennyLaneOnTheTube, che mi ha portato a conoscenza di questo 25 Bookish Things taggandomi nel suo, passo a relazionarvi le mie venticinque (25) Cose Libresche. A fine lista non intendo nominare nessuno, ma chiunque legge può sentirsi liberamente chiamato in causa e farmi sapere venticinque cose che riguardano lui/lei e i libri. Sappiate che La Strega è un tipo curioso.😉
Bando alle ciance e cominciamo!

  1. Ho imparato a leggere piuttosto tardi rispetto alla media dei miei coetanei, quando ero già in prima elementare. Poi non mi sono più fermata.
  2. Ho l’abitudine di leggere qualsiasi cosa mi capiti sottomano perché, finché non ho imparato l’arte della lettura, c’erano ben pochi libri in casa e quindi la tapina, piccola strega doveva organizzarsi con quello che trovava. Questo è uno dei motivi per cui, leggendo Matilde di R. Dahl per la prima volta, mi ci sono subito immedesimata.
    Ad ogni modo, se avete curiosità sulla composizione di una vasta gamma di detersivi per capi d’abbigliamento, pavimenti, piastrelle e parquet,  o se volete conoscere il metodo corretto per montare e smontare un frullino anni ’60, chiedete pure.
  3. Non mi vedrete mai leggere sui mezzi pubblici e in ogni caso durante un viaggio che dura meno di tre ore. Ho già rischiato abbastanza di passare la giornata a fare capolinea-capolinea in metropolitana e in autobus.
    Per lo stesso motivo, non leggo mai mentre sono per strada; la fila di lampioni della luce nella via della mia scuola elementare è tutt’ora decorata con le impronte della mia fronte. (E no, non è per questo che sono cresciuta così.)
  4. Probabilmente i signori della Libreria dei Ragazzi di MaduninaLand si ricordano ancora della strega settenne, che in più occasioni è stata trascinata fuori dal negozio da Rambo, dopo aver inutilmente tentato di resistere alla superiore forza del genitore aggrappandosi agli scaffali.
  5. Dopo sondaggi conclusi nel 1999 (causa compito di matematica), sono arrivata alla conclusione che leggo in media 4 libri in più di qualsiasi altro membro della mia famiglia (intesa come clan allargato: ho considerato anche i parenti rambici) al mese. La mia media di libri letti mensilmente, salvo sfide di lettura particolarmente ostiche, si attesta ancora su quei valori.
  6. Non entro in libreria a meno che io non ne abbia bisogno, memore delle esperienze dell’infanzia. Inspiegabilmente, continuo a comprare libri.
  7. Alcuni libri sono entrati nel mio cuore più di altri e ne rileggo spesso delle pagine (o li riprendo dall’inizio alla fine), anche se oramai li so a memoria. E mi riscopro ad amarli sempre di più.
  8. Preferisco leggere in lingua originale, quando mi è possibile, perché sono tanto, troppo pignola (e bacchettona: quanto sono bacchettona!!) con le traduzioni in italiano. Riflettendoci, dunque, l’idea di fare la traduttrice potrebbe non essere stata furba.
  9. Sono convinta che scegliamo di leggere ciò che rappresenta anche solo in minima parte il nostro essere (sono decisamente concorde con Empedocle e Anassagora su questo punto di vista: il simile conosce il simile), perciò nel tentativo di conoscere i pargoli con cui ho a che fare, ho letto i libri che sono piaciuti a loro. Ho dunque raggiunto la conclusione che siamo peggio che spacciati (e ho sprecato molto tempo a leggere cose ignobili).
  10. Io adoro il romanzo storico. Ho una predilezione particolare anche per altri generi letterari, ma il fascino di un contesto storico veritiero non si batte.
  11. Non mi piace abbandonare le letture; anche se un libro mi ripugna, cerco sempre di finirlo: metti caso che migliora proprio nella pagina successiva a quella in cui mi sono fermata!
  12. Ho problemi ad apprezzare la letteratura italiana del ‘900, mi lascia quel retrogusto metallico che proprio non mi va giù.
  13. Amo, adoro, riverisco alcuni autori, tanto da chiamarli per nome come se fossero vecchi amici. Il problema è che mi capita di farlo anche di fronte a persone che non conosco così bene e che cominciano a capire che razza di pazza scatenata io sia. Meglio tardi che mai, dico io.
  14. Ho ricordi splendidi di interi pomeriggi passati a tirar frecce con Robin Hood, a duellare con i moschettieri o ad abbordare navi mercantili assieme a Flint e gli altri. Ho spesso preso parte anche a muri di scudi e assalti alla baionetta; una volta ho lavorato su una baleniera, ma non è finita bene.
  15. Mi piacciono tantissimo le storie in costume, molto più di quelle ambientate in epoca moderna. E’ la mia parte romantica che tira su la testa, credo.
  16. Parlo coi personaggi dei libri. Loro rispondono.
  17. Spesso mi trovo a chiedermi perché le cose della realtà non si svolgano come nei libri, perché i caratteri non siano ugualmente intensi, perché non esistano l’amicizia o l’amore delle storie. La risposta mi intristisce ogni volta.
  18. Salvo rari casi, io tifo sempre per l’antagonista della storia.
  19. Ho un rapporto complicato con Haruki Murakami: ci sono momenti – rari – in cui amo i suoi libri, mentre gran parte delle volte leggere le sue parole mi causa un’irritazione particolarmente intensa.
  20. Vado in crisi ogniqualvolta devo liberare un po’ di spazio per fare entrare i nuovi libri sui miei scaffali, anche se si tratta di dover salutare volumi che proprio non mi sono piaciuti. Le mie visite al libraccio a questo proposito sono deprimenti.
  21. In ogni caso, i libri non si buttano mai. No, nemmeno Fabio Volo.
  22. Nutro un’antipatia fortissima verso chi non legge e lo ammette con candore. Insomma, vorrei farli entrare alcune delle meravigliose storie di Dumas, o Verne o chi altri colpendoli ripetutamente in testa con alcuni dei loro scritti. Sfortunatamente, di gente così ne conosco tantissima.
  23. Non presto i libri al primo venuto. Anzi, se mai avrete in prestito un volume da me, significa che vi ritengo degni di una fiducia particolare.
  24. Segue dal punto 22 che io diventi particolarmente vendicativa verso chi rovina i miei libri. Una volta sono riuscita a terrorizzare il fidanzato di una compagna di classe dicendogli che, se avesse fatto ancora quella cosa al libro (gli aveva lievemente piegato la copertina morbida), gli avrei strappato gli attributi a morsi.
  25. Ho effettivamente picchiato un mio compagno di classe per aver scritto a penna su uno dei miei libri. La professoressa di filosofia, testimone del fatto, mi ha dato ragione: sempre detto, io, che ho avuto degli insegnanti di tutto rispetto!

 

Ebbene, ho finito, signore e signori!
Che dite, attendo vostre?