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La Strega
Covo Stregonesco
Milan (che l’è semper grand)

Egr. Sig. Babbo Natale
Da qualche parte in Lapponia

25 dicembre, 2015

Caro signor Babbo,
So che non è cortese scriverLe proprio quando ha appena terminato il Suo giro, ma non ho potuto fare altrimenti (e poi, con le Poste Italiane, è sempre possibile che la mia lettera Le giunga un mese dopo).

Innanzitutto, desidero ringraziarLa per la disponibilità con cui so che anche quest’anno Lei ha letto la mia prima missiva e per il tempo che mi ha cortesemente dedicato. Ringrazio anche i Suoi collaboratori per avermi messo in lista, seppur felicemente e orgogliosamente Strega, tra i bambini buoni, come da Sua notifica pervenutami la scorsa settimana, e per essere passato al Covo. Spero tanto sia riuscito a schivare le Sue riproduzioni, appese al terrazzo degli inquilini di fronte al mio balcone giusto poche ore prima della mezzanotte, di cui non sono riuscita ad avvertirLa per tempo. A proposito, non è che Lei è epilettico, vero? Perché le luci intermittenti del balcone di un altro dei miei vicini brillano con una frequenza preoccupante e non vorrei avere Lei o Rudolf sulla coscienza.

Ad ogni modo, passo al motivo di questa mia.
Mi spiace doverglielo comunicare, signor Babbo, ma credo che Lei – o chi per Lei – abbia avuto qualche problema nella comprensione dei miei desideri natalizi, che pure credevo di averLe comunicato piuttosto chiaramente.
Quando, ad esempio, Le chiedevo di velocizzare la prima cena della Tre Giorni perché io potessi godermela il più possibile, intendevo esprimerLe il mio desiderio che il tempo corresse, volasse persino, non che i miei commensali prendessero a mangiare con foga doppia rispetto al solito. Non è un bello spettacolo vedere i propri parenti che litigano per un pezzo di merluzzo in pastella (per dire la verità, non è un bello spettacolo vedere i miei parenti in generale), sa? E ancora, quando Le chiedevo un attacco di raucedine generalizzato a tutti i miei parenti, stavo mirando a evitare la classica, stonatissima, Tu scendi dalle stelle di mezzanotte, non a rendere la poco graziosa canzoncina ancora più insopportabile del solito. Le scatarrate prima di cominciare la strofa, signor Babbo, sono molto poco natalizie.

Vengo al desiderio principe, espresso nella mia prima lettera al punto numero tre e relative clausole.
Come Le spiegavo nella mia introduzione, ero perfettamente cosciente che si trattasse di un desiderio di difficile, forse anche pericolosa, realizzazione e non mi aspettavo risultati miracolosi, ma io penso che ci sia stato qualche problema nella consegna del mio regalo. Magari la polvere di fata (o Lei usa quella di Babbo?) che ha utilizzato era scaduta, oppure contraffatta, ma temo proprio che abbia avuto l’effetto contrario a quello desiderato, perché in nessuno dei parenti rambici ho riscontrato un aumento di capacità intellettive e/o empatiche di qualsiasi genere. Anzi, purtroppo ho notato un certo peggioramento delle sintomatiche di cui volevo che in parte si liberassero.

Può insomma comprendere il motivo del mio vago disappunto, di cui questa mia è conseguenza, e – ne sono sicura – farà dunque il possibile per venire incontro alle mie richieste.
Controlli cortesemente la scadenza e la qualità della polvere di cui sopra e, nel caso, mi faccia sapere se potrebbe essere tossica, così farò il modo di tenere quanti più parenti rambici possibile lontano dagli ospedali. Gradirei inoltre un rimborso, da farmi pervenire comodamente l’anno prossimo, per i desideri che non sono stati esauditi o che lo sono stati in parte, avendo dimostrato che si tratta proprio di parti minime e di poca considerazione.

RingraziandoLa nuovamente per la Sua gentilezza, Le porgo i miei più cordiali saluti, unitamente ai miei auguri di un buon riposo.

La Strega.