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heart-sea-movie-posterQuella di Moby Dick è una storia che ha segnato la mia infanzia, dato che era una delle classiche bedtime stories di Rambo, che sceglieva di raccontarmi la versione del film del 1965, quello adattato da Ray Bradbury e con Gregory Peck nei panni di Achab. Una storiella ideale per una innocente bimbetta di tre anni, ne converrete; bimbetta che, crescendo, ha letto il libro del signor Melville un buon numero di volte (sono brava, non conto la versione del classico per ragazzi) e l’ha apprezzato moltissimo.

Come poteva una Strega di tale infanzia non andare, dunque, a vedere l’ultimo film ispirato a Moby Dick in compagnia di un tale esimio genitore? Ecco, ora sapete che ho fatto ieri pomeriggio. ^^

“Heart of the Sea”, per la regia di Ron Howard, racconta la storia vera a cui Herman Melville si è ispirato per la stesura del suo romanzo: quella della baleniera Essex, affondata da un capodoglio nel 1821 al largo dell’Oceano Pacifico, e dei suoi naufragi, che per sopravvivere in mare per quasi tre mesi si spinsero fino a cibarsi dei compagni morti d’inedia e successivamente a estrarre a sorte tra di loro per uccidere chi avrebbe fatto da cibo ai compagni. Storia affascinante già così, non trovate? Lo scrittore poi vi aggiunse la chicca del Capitano Achab, del tagliatore di teste e dell’unico sopravvissuto, Ismaele (omettendo l’orrendo peccato del cannibalismo… insomma, si era pur sempre nel 1850).

Il film, dunque, vanta, oltre a un regista di tutto rispetto, un cast che fa ben sperare. Il protagonista della vicenda è Chris Hemsworth, che ha appeso per un poco il martello al chiodo e l’ha sostituito con un rampone, affiancato da Benjamin Walker e Cillian Murphy. Un Ben Whishaw che varrebbe veramente la pena di ascoltare in lingua originale veste i panni di Melville e un buon Brendan Gleeson è l’unico sopravvissuto alla tragedia, trent’anni dopo. Devo dire che nessuna delle performance di questi attori mi ha colpito particolarmente, probabilmente anche a causa di un ritmo narrativo che nella prima parte del film procede veramente lento, ed è privo di un climax riconoscibile.
Manca, nell’interpretazione di Howard, la vena che sostiene l’intero libro di Melville, ovvero l’ossessione. L’ossessione per il profitto derivato dall’olio di balena e soprattutto quella di Achab per la balena bianca, che gli mangerà anche l’anima. E’ questa la spina dorsale dell’intera storia, che a dire il vero Howard ha anche cercato di rendere – aggiungendoci un bel dialogo sulla convinzione cristiana che Dio avesse fatto l’uomo a sua immagine e quindi per essere a capo di tutti gli esseri viventi -, ma tenendosi un po’ sottotono.

Heart of the Sea non è ad ogni modo da bocciare.
Visivamente è molto appagante, ad esempio, sia per quanto riguarda le scene in mare (gli effetti speciali sono molto belli, probabilmente, per gli amanti del genere, anche degni del 3D), che per quelle a Nantucket. Anzi, ho apprezzato particolarmente le bellissime scenografie e la fotografia del breve periodo prima che la Essex salpasse, perché sembrano veramente uno spaccato della vita dell’epoca. La banca, con le quotazioni del valore delle balene, poi, potrebbe essere un quadro.
Certo, la bellezza per gli occhi non pareggia completamente il bilancio negativo generato dall’assenza di vere e proprie emozioni nella trama, ma si sa che agli americani il genere documentaristico piace.🙂