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Non mi sono dimenticata, eh!
E’ che settembre è stato mese ricco di cose da fare e povero di libri, in un attimo mi sono ritrovata in ottobre e con ancora più cose da fare… alla fine ho deciso di accorpare i primi due mesi d’autunno e di relazionarvi tutte le mie letture in un post un po’ più lungo della media. Non vi dispiace, vero? 😀

“The Importance of Being Earnest”, O. Wilde. Ebbene sì, ho continuato a fare compagnia a Oscar per un po’. E’ che trovo questo mio amico così di conforto, così rilassante… Quasi come quando Boombury si ammala. 😉
“Antony and Cleopatra”, W. Shakespeare. Poi, sono tornata dal mio grande amore. Will, oh Will! L’Antonio e Cleopatra è in realtà, uno dei drammi che mi piace meno, soprattutto perché trovo che Antonio -che è l’autore di quello splendido discorso nel Julius Cesar – si sia notevolmente rammollito dal suo arrivo in Egitto. Una volta ogni tanto, però, fa sempre piacere rileggerlo.
“La Banda dei Brocchi”, J. Coe. E’ un regalo di compleanno da parte di un’amica che ultimamente vedo (e sento) ancor meno del solito, non poteva che balzare in testa alla mia coda di lettura. L’ho trovato difficile da leggere all’inizio, quando non mi ero ancora abituata alla narrazione spezzata, ma poi la vicenda e soprattutto il suo contorno storico mi hanno affascinato. Non potete amare il British Style senza aver letto questo libro, se volete il mio parere.
“Agamennone”, Eschilo. Ok, ad un certo punto non ho passato un buon periodo, ma mi è venuto in aiuto un vecchio amico e nientemeno che con la prima tragedia che io abbia mai letto. Sono dell’opinione che tutti dovrebbero leggere qualcosa di Eschilo almeno una volta nella vita, per la sua capacità di raccontare storie, per il suo uso del colore, se non per le vicende. L’Agamennone è senza dubbio la tragedia più facile da portare a termine di tutta l’Orestea, e io ve la consiglio.
“Coefore”, Eschilo. Se non si è capito, l’Orestea l’ho letta proprio tutta e di fila, appena prima di partire per Londra a vedere l’Amleto. Giusto per fare atmosfera. Alcune delle linee di Oreste sono splendide sia per ritmo che per concetti veicolati.
“Eumenidi”, Eschilo. Ecco, questa è la tragedia più rognosetta da seguire, bisogna partire un po’ preparati. Se ci si applica con costanza, tuttavia, c’è la possibilità di scoprire delle autentiche perle tra i versi dei personaggi.
“Hamlet”, W. Shakespeare. Eh beh. Potevo andare a vederlo (qui) senza rileggerlo? Potevo, io, privarmi della voce di Amleto per un altro intero mese?
“Teogonia”, Esiodo. La prima opera che ho letto… per il corso di filosofia, al liceo. Non so se la mia voglia di riprenderlo sia derivata dal mood filo-mitologico o dallo spirito riflessivo dei primi giorni di ottobre, ma ne ho apprezzato ogni parola lo stesso.
“North and South”, E. Gaskell. Una rivelazione. Confesso che al liceo ho sempre snobbato la Gaskell e il suo libro e che ho commesso un errore davvero madornale! Ho adorato ogni peripezia della bella Margaret, ogni sospiro del granitico Thornton, ho amato follemente il contesto storico così meravigliosamente dipinto, senza veli e senza smussare angolo alcuno. Da leggere. Piantatela di frenarvi perché si tratta di una storia d’amore scritta nella seconda metà del 1800 e recuperate il libro!

Al momento in cui sto buttando giù questo post ho iniziato da poco “The Night Manager” di John Le Carrè, di cui aggiorno ogni sera una simpatica pulzella che me l’ha consigliato. A voi do un’opinione al riguardo a fine mese. 😉

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