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E’ il terzo post di Samhain che scrivo su questo blog e fa un certo effetto, non lo nego.

Si conclude un altro anno, zeppo di impegni, pieno di fatti e ricordi che vorrei tanto consegnare al Vecchio per procedere verso il Nuovo con più leggerezza. Forse riuscirò anche a sbolognare qualcosina, saprò dirvelo.

Intanto, che anno è stato, questo?
E’ stato un anno di libri meravigliosi, di sfide di lettura concluse due mesi prima del termine e ricominciate con obiettivi tutt’altro che modesti, di vecchi amici di carta che ho rivisto con moltissimo piacere, di nuovi personaggi che ho imparato ad amare. Loro li porto tutti con me.
E’ stato un anno di film. Alcuni splendidi, altri banali. Altri ancora indimenticabili, vuoi per la loro bruttezza, vuoi per la loro bellezza… gli estremi non si scordano mai facilmente.
E’ stato un anno di mostre culturali, gran parte delle quali davvero degne di nota, è stato l’anno dell’Exposition Universelle (perché questa moda dei diminutivi?) nel mio Paese, nella mia amata città. Diciamo pure quello che vogliamo sull’evento, ma non andarci o nutrire un’opinione negativa al riguardo per partito preso è, per dirla milanesamente, proprio da pirla. Come fai a dire che un cibo non ti piace, se prima non l’assaggi? Come fai a dire che una cosa è brutta, se prima non la vedi? Ecco, è lo stesso per Expo. (E sì, vale anche il contrario: averne un’opinione positiva per partito preso è da cavallo col paraocchi).
E’ stato l’anno di Shakespeare a Londra. Mi capite? Hamlet, recitato dal vivo. A Londra.

Politicamente, è stato un anno particolare, in cui il Colosso di Rodi dell’Unione Europea si è indubbiamente scoperto fragile di caviglie, in cui la Russia s’è fatta notare più del solito. In cui il resto del mondo ha scoperto una crisi di migrazione che – purtroppo – per l’Italia era evidente da anni.

E’ stato un anno di rivalutazione dei concetti e di chi li esalta come tali.
Parlare è così facile, vantarsi è quasi automatico, ma applicare ciò che si dice è chiaramente più difficile. Non mi interessa giustificare chi si trova in un periodo particolare, chi non voleva o non pensava: se i tuoi valori reggono la prova delle circostanze, allora hai un problema di stabilità. O di valori. O non dovresti parlare per dare aria ai denti. Allo stesso modo, non intendo tollerare gli “spegnimenti di cervello”, anche temporanei, soprattutto se mi si dice che sono inconsci, perché non lo sono mai.

E’ stato, più dei precedenti, un anno di trasformazioni. Di eventi, ma soprattutto di dinamiche e di rapporti.
Alcuni di questi ultimi stanno scemando, altri li ho troncati poco prima di scrivere queste parole (che volete, amo i coup de théâtre), altri ancora rimarranno attivi perché non si possono troncare. Mi sono scoperta a nutrire per le persone che fanno parte di quest’ultima categoria (non lo nascondo, molti sono parenti) una sorta di benevola indifferenza che mi fa sorridere, soprattutto se rapportata a tutta la rabbia passata; è quasi come se fossero diventate dei pargoli anche loro. Potrei scrivere a breve dei post divertenti, raccogliendo tutte le loro uscite: sarebbe un successone!
Sì, le dinamiche che si sono trasformate mi incuriosiscono.

E’ stato un anno di delusioni amicali e pseudo-amicali, come ogni anno.
Il fatto è che ti convinci – a volte senza averne le basi, altre volte, invece, a ragione – di essere di fronte a qualcuno che potenzialmente potrebbe esserti amico, qualcuno con cui puoi finalmente condividere qualcosa di cui non hai mai potuto discorrere prima. Qualcuno che in un certo senso sognavi, anche. Poi, ti accorgi che non è così e devi pure decidere che cosa farci; le aspettative allora si riducono, il fascino si perde. La simpatia muta in antipatia. Tutto questo va bene, perché dagli sbagli si impara.

E’ stato anche un anno di nuove conoscenze, la cui maggioranza spero si evolverà in qualcos’altro.
Dei, ma vi fermate mai a pensare che strumento meraviglioso sia diventato Internet? Vi rendete conto di quante relazioni non sarebbero mai cominciate senza, di quanti meno colori avrebbe avuto la vostra vita, se vi foste limitati a interagire – ora, che il Web vi da la possibilità di cancellare quell’odioso ostacolo che è la distanza – solo con persone che già conoscete?

Ripensandoci, nelle ultime righe di questo post, non spero nulla.
Sento che l’anno che sta finendo mentre scrivo è già carico di speranze più o meno sentite e non sarebbe giusto partire già sapendo che si donerà all’anno che arriva un carico simile a quello dell’anno che se ne va. E’ una questione di rispetto. ^^
Mi limito a godermi gli scambi, allora; di pensieri, opinioni, consigli di lettura, aneddoti… è tutto oro per la mente, ricchezza che passa da un’anima all’altra e che va raccolta e goduta per ciò che è, non trovate?

A tutti voi, i miei auguri per una Buona Fine e un Buon Inizio.