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L’Ultimo Gangster è il sottotitolo che è stato apposto in Italia al nome dell’ultimo film con Johnny Depp, “Black Mass”, per la regia di S. Cooper, che sono andata a vedere al cinema ieri sera.

Non si tratta in realtà di un brutto film, ma sicuramente di uno esageratamente lungo e con un ritmo narrativo tremendamente lento.

Penso che l’intento della produzione fosse, dato che si tratta di una storia vera, mantenere una sorta di crudo realismo – quasi nello stile di un documentario, direi – nel racconto, che però è inficiato in prima battuta dal trucco esageratamente marcato degli attori. Non puoi scegliere come protagonista Johnny Depp, il cui volto è conosciuto praticamente da tutti, e spalmargli addosso quintali di cerone, mettergli una parrucca con la pelata e qualche capello biondo albino e un paio di lenti a contatto azzurre che quelle degli elfi ne Lo Hobbit sono nulla a confronto, perché, per l’appunto, il risultato non risulta realistico. E allora ti tocca scegliere, o fai un casting coerente con il tuo realismo, oppure punti a portare quanta più gente al cinema puoi (ma a questo punto devi romanzare un pochino la storia).

La piattezza della narrazione non è nemmeno aiutata da un buon copione (e stavolta il doppiaggio importa poco), incentrato principalmente su una buona dose di imprecazioni e un paio di battute riciclate da altri film. Senza contare che sono molte le scene che avrebbero potuto essere più brevi o che non avrebbero alcuna ragione di esistere, vuoi perché veramente inutili o perché mancano di un collegamento intellegibile con la vicenda. Di nuovo, comprendo che la storia è stata concepita in un certo modo per creare, se vogliamo, un certo senso di straniamento di fronte alla freddezza dei protagonisti, alla loro quasi apatia, che trovo però esagerata quando impedisce allo spettatore qualsivoglia relazione con i personaggi.
Se non ti importa che qualcuno viva o muoia, perché dovresti prestare attenzione al film?

Il principale motivo che mi aveva spinto a acquistare il biglietto per Black Mass era il cast di tutto rispetto che ci ha lavorato e che forse è stata la delusione più grande di tutte, dato che né Johnny Depp, né Kevin Bacon o Benedict Cumberbatch (per non parlare di Rory Cochraine e Julianne Nicholson) sono autori di performance non dico straordinarie, ma nemmeno discrete. Vero è che, come ho già scritto, il copione e il trucco non li hanno aiutati, ma qualcosina in più ce lo si aspettava lo stesso.

Vedete qual è il problema, con i film piatti?
Quando cerchi di scriverne un commento, sembra che siano state le pellicole peggiori degli ultimi mesi, e non viene nemmeno fuori un post decente.
Riflettiamoci tutti: la banalità uccide. 🙂

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