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Siamo, signori, al quarantanovesimo libro letto dall’inizio dell’anno, con due volumi di vantaggio rispetto al passo che dovrei tenere per concludere in tempo la sfida di lettura. Potrebbe andare peggio. ^^

Agosto, mese solitamente critico per quanto riguarda la lettura, è stato invece di grande ripresa, soprattutto a causa dei libri decisamente di alta qualità che mi sono passati fra le mani.
Sono partita per il mare con l’intenzione di non portarmi libri in spiaggia, di andarci piano con la lettura, insomma, che vacanza è vacanza da tutto. Penso mi sia riuscito per le prime 48 ore, poi ho gettato la spugna e ho anche assaltato una bancarella che vendeva libri in spiaggia… Non che non fosse prevedibile: tu, venditore, ti piazzi proprio di fronte a me con i tuoi libri? Allora te la stai cercando!
La seconda metà di agosto mi ha invece vista nuovamente in compagnia del mio amico Oscar (Wilde), che io adoro in ogni sua sfumatura – e, se non avete letto nulla di suo oltre agli Aforismi e a Il Ritratto di Dorian Gray, allora non lo conoscete affatto. Wilde è parola, è armonia di suoni e immagini, è la bellezza, lo spirito esotico, la cupezza, l’ironia più brillante e il sarcasmo più amaro. Oscar è un intero universo, insomma, che molti purtroppo lasciano inesplorato.

Ma torniamo ai libri di questo mese.
Five Quarters of the Orange, J. Harris. Joanne Harris che sto rivalutando moltissimo! Dopo aver letto The Gospel of Loki, in inverno, e averlo trovato assolutamente splendido, mi sono buttata in questo romanzo che con la mitologia ha pochissimo a che fare, ma che mantiene la fluidità narrativa caratteristica dell’autrice. Ho apprezzato davvero molto il gioco di flashback su cui si regge l’intreccio narrativo.
High-Rise, J.G. Ballard. Divorato in dieci ore. Signori, è il miglior libro di Ballard che io abbia mai letto, è straordinario (e inquietante)!! Leggetelo!!!!
Colosseum, S. Sarasso. Mah, ho letto romanzi storici migliori. Non amo molto il linguaggio eccessivamente crudo di Sarasso, ma ammetto che ha una sua fluidità.
The Canterville Ghost, O. Wilde. Una splendida commistione di commedia, ironia e dramma in puro stile Wilde.
The Happy Prince, O. Wilde. Qui, invece, c’è il dramma puro. Per quanto il racconto sia incentrato sul cuore d’oro del principe felice, io trovo che sia di un’amarezza e una tristezza infinite. Bellissimo, però.
The Fisherman and His Soul, O. Wilde. Questo è esotismo puro, è fiaba, magia. Con il sapore delle mandorle amare.

E ci stiamo avviando verso le letture d’autunno… Avete dei suggerimenti che ben s’accostano alla caduta delle foglie?😉