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Tra ieri e oggi commentavo su Twitter con un’amica una scusa originale se non brillante per svicolare dal pagamento di un servizio e lì per lì mi sono accorta che ne ho vissuto parecchi esempi in prima persona, sia per quanto riguarda i clienti dell’attività rambica che i miei personali. Ci ho pensato su (leggasi, sono andata a spulciare nel mio diario personale), li ho raccolti su un pratico notes e ho effettivamente notato che la gente ha più fantasia si quanto io sia disposta a darne credito, se vuole.
Lasciando volutamente da parte ogni commento sull’incredibile faccia di bronzo di queste persone, che chissà come hanno ancora il coraggio di guardarti in faccia mentre si avvalgono di prestazioni che non pagano da mesi, e sui più o meno bruschi consigli del non chiedere l’aiuto di un professionista/non iscriverti al servizio se non disponi dei fondi necessari a pagarlo, eccovi gli svicolamenti più brillanti degli ultimi sei mesi. Facciamoci una risata, che quelle almeno sono gratis.

Gennaio ’15. Studio legale che è in debito con la sottoscritta dal settembre precedente, e che ha ignorato le e-mail e telefonate con cadenza bi-settimanale, settimanale e infine giornalieri della sottoscritta.
“Buon giorno, mi chiedevo che fine abbia fatto il mio onorario.”
La segretaria di turno è ovviamente nuova o estranea alla situazione.
“Oh, buon giorno a lei! Guardi, come sempre abbiamo inoltrato la richiesta di pagamento all’ufficio amministrativo non appena Lei ce l’ha presentata.”
“Quindi, nella prima settimana di settembre?”
“… Utilizziamo corrieri molto lenti. Sa, per il risparmio energetico.”

Stesso studio, stessa richiesta, altra segretaria, più informata della precedente.
“Sì, guardi (ma che guardo se stiamo al telefono??! NdB), abbiamo inoltrato il tutto alla persona che si occupa dei pagamenti.”
“E chi è che si occupa dei pagamenti?”
“Sono io!”

Febbraio ’15. Ufficio Liquidazioni di un ente statale.
Buon pomeriggio, sono qui per sapere quando mi verranno corrisposti gli onorari di ottobre e novembre 2013.”
“Ma deve avere pazienza, signorina! Siamo appena a febbraio!”
“Del 2015. è passato più di un anno.”
“San Gennaro! Mi sono dimenticato di cambiare il calendario!”

Il devoto impiegato statale mi affida ad una collega.
“Siamo oberati di lavoro, ma stiamo procedendo coi pagamenti in ordine cronologico…”
“Guardi, la interrompo subito perché mi sono arrivati i pagamenti di marzo 2014.”
“Infatti, se mi fa finire di parlare! Dicevo, in ordine cronologico… inverso.”

Attività Rambica, febbraio ’15.
Ragazzo si presenta, fa passare il badge, da cui risulta con abbonamento scaduto da un mese. Riferisce che la madre passerà a pagare in serata. La madre non passa, ma passa la settimana.
Il ragazzo si presenta, fa passare il badge da cui risulta con abbonamento scaduto da un mese e una settimana. Riferisce che la madre passerà a pagare in serata. La madre non passa, ma passa la settimana e pure il mese.
La madre passa per il pagamento e chiede lo sconto.

Marzo ’15. Chiamo l’Ufficio Liquidazioni di cui sopra per il solito pagamento dei mesi del 2013.
“Ma no, il pagamento oramai dovrebbe essere arrivato! Mi lasci controllare… Ah, ecco perché! Lei non è inserita nel database!”
“Scusi, ma se mi sono arrivati altri pagamenti!”
“…Ah. Sa, siccome ho accidentalmente versato il caffè sulla tastiera, la settimana scorsa…”

Marzo ’15. Eseguo una traduzione per uno studio di commercialisti, con pagamento alla consegna. Mi rivolgo alla segretaria.
“Buon giorno, devo consegnare questa traduzione e ricevere il mio onorario.”
“Buon giorno a Lei! Mi dia pure la traduzione e si sieda qui, che io vado a chiamare il dottore per l’assegno.”
“Facciamo che Lei va a chiamare il dottore, che arriva con l’assegno, e poi io consegno la traduzione.”
“Ah, Lei è una di quelli furbi, eh?”

Marzo ’15, attività rambica.
“Scusa, non ho contanti sufficienti e non vengo mai con la carta di credito. Passo dopo a saldare, eh?”
E’ passato dopo. Tre settimane.

Aprile ’15. Cliente mi chiama per interrompere l’afflusso di articoli al suo blog, perché non ha i fondi per sostenerli. Mi dimostro comprensiva, anche quando chiede di poter dilazionare il pagamento degli ultimi dieci articoli già usciti, perché può ben capitare di avere un imprevisto. Poi il cliente sgrida il figlio, quando è ancora al telefono.
“La vuoi finire di giocare con l’ipad nuova?? Guarda che la rompi!”

Maggio ’15. Giornata campale. Assevero traduzioni per tre clienti privati. Non chiedo sovrapprezzi per l’urgenza, attendo pazientemente di incontrarli, anche se ritardano enormemente. Tutti e tre mi chiedono lo sconto. Uno cerca di andarsene facendo finta di niente, senza pagare.

Maggio ’15. Giornata campale n°2.

Maggio ’15. Attività Rambica. Sono di turno durante la lezione di danza moderna delle bambine, è la penultima lezione prima del saggio di fine corso. Una mamma si avvicina per parlare del saldo dell’abbonamento della figlia, di cui aveva pagato solo il 50%, perché, a detta sua, non voleva rischiare che la figlia si stancasse di fare danza dopo poche lezioni.
“Senti, come avevo previsto mia figlia non vuole più continuare con il corso. Quindi con il saldo siamo a posto, no?”

Giugno ’15. Mi reco da un nuovo cliente per ritirare i documenti da tradurre e l’acconto per l’acquisto delle necessarie marche da bollo. Il cliente mi da i documenti e…
“Senti, per l’acconto… E’ proprio necessario? Guarda che di me ti puoi fidare!”
“Non è una questione di fiducia, è che le marche da acquistare sono davvero molte e ho necessità di avere un anticipo.”
“Ma non devi mica comprarle con anticipo, eh! Non sono mica low cost!”
“Sicuramente dovrò comprarle prima di asseverare le traduzioni, altrimenti non potrò farlo. Quindi se Lei vuole i documenti pronti per settimana prossima…”
“Capisco, ma… Ho dimenticato il portafoglio in ufficio.”
“E’ una fortuna, allora, che al momento noi ci troviamo proprio nel Suo ufficio”.
“No, ma l’ufficio l’altro.”

Giugno ’15. Attività Rambica.
“Mi spiace tanto che l’assegno sia tornato indietro. Passo venerdì a pagare in contanti.”
Non ha detto quale venerdì.

Considerato che tutti ora dovranno risparmiare per le agognate ferie estive, suppongo che raccoglierò presto altre perle di simile fattura. Finanziariamente forse no, m di aneddoti sono ricca di sicuro.😉