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Che fare da copywriter per Rambo non sia un lavoro facile, l’ho già detto (breve reminder qui), ma forse non è chiaro quanto lavorare alla pubblicità dell’attività rambica possa essere sfiancante.

Vedete, il mio esimio genitore ha una concezione estremamente nebulosa di cosa significhi pubblicizzare qualcosa – il che potrebbe spiegare perché ritenga che il lavoro che svolgo per lui non sia poi questa gran cosa -, non afferra il semplice concetto che le notizie non si propagano via Etere per l’immenso mondo, raggiungendo esattamente le persone che potrebbero esserne interessate, senza il minimo sforzo da parte di chi cerca di spargerle per suddetto, fantasmagorico Etere (anzi, in realtà non credo nemmeno che lui immagini che ci sia qualcuno che si sforza di far girare le notizie, ci sarò una fatina apposita come quella del televisore).

Ad ogni modo, ecco quanto successo oggi, in pausa pranzo, quando Rambo…

Pubblicizza su facebook che il 23 maggio facciamo l’evento xxx all’attività rambica.

Io:

Me lo dici con poco preavviso. Qual è il programma?

Rambo:

Non lo so, ma tu spargi la notizia, che la gente arriva. Tanto su facebook non paghiamo nulla.

Io:

Ma perché dovrebbe arrivare, se non conosce nemmeno il programma?

Rambo:

Ma perché passano la voce! Si immaginano le cose, e poi vengono!

Ora, se volete scusarmi, vado a cercare Campanellino Trilly, che mi aiuterà a spargere la voce di un non ben precisato evento nel più breve tempo possibile, a costo zero. Se riesco, convinco anche Peter Pan e la sua ombra a darci una mano, che l’Etere non si percorre mica tutto in un giorno.