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Ebbene sì, signori, il terzo mese dell’anno si conclude con la percentuale di libri letti per il Goodreads Reading Challenge che da il titolo a questo post. Quasi quasi è un nuovo record personale. 😉

Insomma, stiamo parlando di 22 libri letti in tre mesi, alcuni dei quali sono riletture di opere che mi hanno lasciato un particolare ricordo la prima volta che le ho lette – a dirla tutta, alcuni di questi libri li ho riletti anche più di due volte, lo confesso. Quando parliamo di vicende e persone di carta, tendo a lasciarmi andare al sentimentalismo.

Quali libri mi hanno dunque accompagnato in questo mese pazzerello come da proverbio? Vediamoli.

“Lettera sulla felicità”, Epicuro. In realtà, sarebbe più giusto chiamarla “Lettera a Meneceo”, dato che il buon filosofo greco l’ha scritta proprio a quel suo amico lì, ma comprendo che il titolo scelto sia più accattivante. Non è difficile trovare una versione di questo scritto, che è piuttosto breve, anche in rete, e io personalmente vi consiglio di leggerlo almeno una volta. Non se ne parla quasi mai, di Epicuro, neanche a scuola, ma in realtà il suo pensiero è tutto da scoprire. E chissà, potreste trovare i suoi consigli di una qualche utilità.
“Maria Antonietta”, S. Zweig. Una biografia sul, diciamolo, personaggio più interessante del suo tempo, il cui mito è in realtà stato costruito sulla figura di una donna piuttosto banale. Le curiosità che potrete soddisfare su Maria Antonietta d’Austria e sull’intero periodo storico che ha vissuto sono tante, e sicuramente godrete anche dello splendido stile di Zweig, voleste leggere anche voi questo libro.
“Suite Francese”, I. Némirovsky. Non dovrei avere bisogno di dirvi nulla, vi basta leggere il nome dell’autrice. Il fatto che il libro sia in realtà un incompiuto, e che quindi la storia dei personaggi rimanga aperta, accresce il fascino dell’intera vicenda.
“Allegro ma non troppo”, C. M. Cipolla. Questo è uno di quei libri che, dalla prima volta che l’ho aperto, rileggo di tanto in tanto. Perché Carlo Maria Cipolla è dotato di un’ironia pregevolissima, perché scrive in modo superbo, perché queste pagine mi fanno piangere dal ridere… Perché ci sono momenti in cui rileggo il saggio sulla stupidità come un credente che cerchi conforto nella Bibbia.
“Much Ado About Nothing”, W. Shakespeare. Ehm, sì. E’ possibile che io abbia già parlato di questa commedia, unita ad una sua splendida rappresentazione cinematografica ad opera di Joss Whedon. Per l’ennesima volta, scrivo che il Will che io amo di più è quello delle tragedie, ma leggere le sue parole è sempre magico.
“I Tre Moschettieri”, A. Dumas. I miei amici Athos, Porthos e Aramis! E, via! ci mettiamo anche D’Artagnan. Non solo, incontrare di nuovo Treville e sostare nel suo ufficio, macchinare congiure con Richelieu e Rochefort, giocare a carte con il re di Francia… Un mondo che sicuramente mi era mancato.
“I Cospiratori del Baklava”, J. Goodwin. Potete non amare i gialli, potete nn appassionarvi alla vicenda narrata, ma non potrete mai dire che le atmosfere che Goodwin ha creato dipingendo luoghi e personaggi non siano da sogno. Consiglierei di dare una scorsa a questo volume (o ad uno degli altri libri della serie) solo per questo.
“The Lifted Veil”, G. Eliot. Altrimenti detto, Il velo dissolto. E’ una novella splendida, la prima e l’ultima in cui George Eliot scrive del soprannaturale. Più di tutto, apprezzo il personaggio di Latimer, così eccezionalmente sensibile e così, al termine della sua vita, disilluso nei confronti del mondo e delle persone.

E con George Eliot, sono finiti i libri che ho letto a marzo (al momento, sul mio comodino c’è The Old Nurse’s Story, di Elizabeth Gaskell: chissà che non riesca a finirlo prima dell’ultimo rintocco?) Necessito di letture più primaverili, adesso, di qualcosa di più fresco per le serate d’aprile… Ovviamente ogni consiglio è ben accetto. 😉

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