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Intendiamoci, penso che Cenerentola sia una delle favole più sessiste che mai siano state raccontate (e, se consideriamo le concorrenti della nostra cenerina amica, è tutto dire). Insomma, c’era una volta una bella e buona ragazza, che veniva trattata male da tutti, ma che era gentile e non rispondeva mai, ed era bravissima a fare tutti i lavori di casa, anche se in realtà veniva schiavizzata da una matrigna che il padre le aveva piazzato in casa (assieme a due sorellastre) poco prima di tirare le cuoia. Aveva anche una figura delicata e un piede piccolo, e così un principe s’innamorò di lei e la portò nel suo palazzo, dove visse felice e contenta. Wow, la vita che sognano tutte! Aspetta un po’, che mi specializzo nella pulitura di mensole e credenze, che non si sa mai…

Cinismi sulle favole rimaneggiate a parte, il film che sono andata a vedere ieri è di quel fratello il Shakespeare di Kenneth Branagh, quell’attore splendido e regista notevole, che ha dichiarato, a proposito della scelta di girare una Cenerentola per la Disney, che lo zio Will gli ha insegnato a prendere le fiabe sul serio. Toccava adattarsi al pensiero di Kenneth e farsi forza, anche se le ultime esperienze in fatto di favole al cinema non sono state delle migliori (potete rinfrescarvi la memoria qui, qui e sfortunatamente anche qui).

Devo dire che Cenerentola non è un brutto film.
O meglio, la storia è praticamente ripresa pari pari dal cartone Disney, ma è visivamente molto piacevole da vedere (scenografie splendide di Dante Ferretti, costumi da favola di Sandy Powell), e la grafica è carinissima, soprattutto nella resa di quegli adorabili topolini!🙂
Di Branagh si nota poco; sicuramente le scelte nell’inquadratura e nella gestione della luce (ci sono alcuni fotogrammi che sembrano dei quadri) e la scena della fuga dal ballo, quando sembra che la natura tutta condivida l’agitazione di Cenerentola. Cito anche la classica scena del ballo, che deve essere stata preparata con una certa cura.

Del cast si può dire pochino.
Lily James è straordinaria nella parte della piccola, insipida, innocente e gentile fino all’ossessione protagonista della storia. Lo dico in tutta sincerità, nel senso che dopo cinque minuti dall’inizio del film aveva già voglia di spaccarle tutti i denti, il che significa che stava facendo bene il suo lavoro. Il Principe è Richard Madden, che ha provato l’ebrezza di sedersi su un trono senza morire di morte violenta, e la Fata Madrina è quella svalvolata di Helena Bonhan Carter. Una menzione a parte va per Cate Blanchett nel ruolo della Matrigna, non per la particolare intensità dell’interpretazione (guardiamoci negli occhi: che intensità esattamente vogliamo metterci in un film su Cenerentola??), ma perché risalta assolutamente su tutto il cast per fascino e costumi: dimenticate le scarpette di cristallo, signori, è chiedete a lady Tremaine un paio delle sue!

Sembra che, grazie a Branagh e alla sua necessità di pagare il mutuo, la media dei film tratti dalle favole della buona notte sia salita. Spero però di non vederla ridiscendere a breve (per evitarlo, penso che mi dedicherò a pellicole di altro genere per qualche tempo. Facciamo almeno un paio d’anni.😉 )