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220px-MuchAdoDopo molto tempo da quando mi era stato regalato (non è colpa mia, non era mai il momento giusto!), domenica scorsa ho visto la splendida versione di Joss Whedon di “Much Ado About Nothing” (o “Molto Rumore Per Nulla”, che dir si voglia).

Siccome il film è veramente stupendo, quando ho finito di vederlo, mi è venuta voglia di rileggere il testo originale. Poi, ho riguardato il film, per essere sicura di non essermi persa nulla, poi ho riletto dei brani del libro, poco prima di ritornare alle mie scene preferite del film, poi c’era il commento al film di Whedon… Insomma, tutto questo spiega il motivo per cui mi ritrovo a scrivere di questa meraviglia soltanto due giorni dopo essermela goduta al 100%.

Ma partiamo da qualche informazione utile sulla commedia dello zio Will in sé e per sé. Much Ado About Nothing è stata scritta tra il 1598 e il 1599, quando Shakespeare entrava nel suo periodo di maggior estro creativo. Si tratta di una commedia (tutto finisce bene, non muore nessuno) romantica, che s’incentra sulle dinamiche amorose di due coppie, Claudio e Hero e Benedick e Beatrice, che affrontano mille ostacoli e inganni, per poi naturalmente convolare a nozze.
Io non amo le commedie di Shakespeare, non quanto amo le tragedie, perché le trame sono spesso molto più complicate e molto meno verosimili, i personaggi non hanno lo spessore terrificante di Othello o Marco Antonio, le azioni sono quasi per nulla giustificate da reali motivazioni… e sì, manca la violenza, non necessariamente fisica, ma anzi, soprattutto quella dei sentimenti; tuttavia, Much Ado About Nothing merita una lettura, se non altro per l’incalzante ritmo che hanno i dialoghi tra Benedick e Beatrice (per non parlare delle parti di Dogberry!!), che davvero ripaga di tutto il resto, matrimonio e lieto fine compresi.

Il film di Whedon è stato una grossa sorpresa, perché mi è piaciuto davvero moltissimo. Intendiamoci, qualsiasi cosa su Shakespeare, nella lingua di Shakespeare, con un regista così e un cast come quello che ha non mi sarebbe dispiaciuto, ma domenica mattina la sottoscritta è arrivata all’adorazione completa.
La vicenda è ambientata ai giorni nostri con una maestria (che con le commedie serve molto più che con le tragedie) inimitabile; ho contato solo un minuscolo stridore davvero evidente tra le battute, tratte dal testo originale, e quello che ci veniva mostrato sullo schermo. Schermo che è completamente e divinamente in bianco e nero, che, al posto di togliere attrattiva al film, ci aggiunge un certo gusto retro che io ho apprezzato molto.
La scelta delle scenografie è perfetta, perché sostiene sia i numerosi eventi di comicità disseminati da Whedon nella pellicola, in aggiunta a quelli che il buon vecchio Will aveva inserito nel testo, sia l’intera atmosfera che il regista ha voluto dare al film. Notevole in questo senso la scena della festa in maschera.
Altra scelta che non avrebbe potuto essere migliore è quella della colonna sonora, a cui si aggiungono le due poesie che appaiono nel testo originale, musicate nientemeno che da Joss Whedon stesso. Sa fare tutto quest’uomo.

Il cast è stupendo e da anche un certo qual senso di nostalgia, almeno se avete visto qualcuna delle serie televisive targate Whedon.
Leonato è Clark Gregg, liberatosi momentaneamente dagli impegni dello S.H.I.E.L.D. per sostare un poco nel mondo dello zio Will. Quelli della Marvel gli avevano proposto una vacanza in qualche meravigliosa isola del Pacifico, ma curiosamente lui non ne ha voluto sapere.😛
L’elegantissimo Reed Diamond è un Don Pedro che, oltre che fare la corte alle belle ragazze e convincere i padri, sa anche strimpellare la chitarra, Claudio/ Fran Kranz è perfetto accanto a Jilian Morgese/Hero. Nathan Fillion/ Dogberry può anche essere l’unico motivo per cui vi approcciate a questa pellicola, fidatevi: la scena dell’interrogatorio è da non perdere.
Beatrice e Benedick sono una splendida Amy Acker – dalla vena umoristica davvero notevole: mi è piaciuta tantissimo! – e Alexis Denisof, da cui mai e poi mai mi sarei aspettata un’interpretazione così carica di fascino e personalità, eppure anche molto divertente.

Quello che, a mio modesto parere, fa la vera fortuna di questo film è – e pare brutto dirlo, mi sembra di offendere il solo Will del mio cuore! – quello che Joss Whedon ha saputo metterci di suo. Le scelte non convenzionali che ha compiuto nella narrazione (Dei, quanto è difficile fare spoiler!), soprattutto nel rapporto tra Benedick e Beatrice, hanno dato alla vicenda una maggiore verosimiglianza con la realtà e anche una maggiore contemporaneità; comprendiamo sicuramente meglio gli atteggiamenti e le azioni dei personaggi quando li vediamo attraverso la lente di Whedon… e ridiamo anche parecchio, eh!

In conclusione, vi consiglio vivamente di precipitarvi su Amazon o su qualsiasi altro canale voi utilizziate per recuperare i film e acquistare una copia di Much Ado About Nothing, che inspiegabilmente sembra non essere uscito in Italia. Vi toccherà, temo, ascoltare l’intera pellicola in versione originale, anche se sono convinta che non vi dispiacerà più di tanto.😉