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L’Apocalisse è cominciata quando la Genitrice, incurante della laringite della sottoscritta, ha suggerito di provare la nuova Esselunga che ha aperto in un quartiere in costruzione della Città della Madunina.
Tale quartiere è in costruzione più o meno da una decina d’anni, nel senso che le ditte appaltatrici hanno aperto cantieri gargantueschi e poi, per mancanza di denaro derivato dalla mancanza di acquisti, hanno dovuto rallentare o interrompere i lavori. Si tratta di un quartiere prevalentemente abitativo – le abitazioni terminate e abitate sono comunque moltissime, e le ruspe, in fondo, fanno compagnia -, che vanta una generale mancanza di servizi e l’assenza di negozi o altri supermercati, prima dell’eroica apertura dell’Esselunga avvenuta a metà di questa settimana.

Insomma, non era difficile prevedere che ci sarebbe stata un po’ di gente, a fare la spesa con un Rambo in missione di conquista e conseguente marchio del territorio e una Strega cui la voce non è ancora tornata. Ma, da bravi pazzi, noi alla nuova Esselunga ci siamo andati.

Armatici di tutto l’occorrente (borse, borse frigo, tessera soci, rampini, kalashnikov, semiautomatiche e munizioni varie), io e Rambo siamo partiti alla volta del nuovo territorio attorno alle 15 di questo pomeriggio. Dopo un breve tratto in auto, siamo stati costretti ad abbandonare la Rambocar nel gigantesco parcheggio sotterraneo del punto vendita già citato, abbiamo recuperato un carrello e poi, coltello tra i denti, abbiamo cominciato la vera Missione… Ritrovandoci nel Bronx più profondo.

Il corridoio della frutta e della verdura, essenziale per il management del Covo, è composto da una lunga serpentina con graziosissime curve che metterebbero alla prova qualsiasi pilota esperto di carrelli, e per di più era leggermente affollato. Del tipo che la sottoscritta ha rischiato di essere investita tre volte da carrelli guidati da bambini urlanti, per poi prendersi sulla caviglia quello di una vecchietta. Ahia.
Rambo ha cominciato a dare segni di insofferenza quando, passati tre minuti dalla nostra entrata, io non avevo ancora afferrato nessun esemplare vegetale che lui potesse timbrare con il famoso Prestospesa, saldamente tenuto nella mano che non governava le briglie del carrello. Completata la spesa di frutta e verdura, riempite le nostre due brave bustone e spiegato trecentomila volte (sempre con un filo di voce e praticamente a mimo) a Rambo il motivo per cui le fragole non sono ancora di stagione a metà marzo, approdiamo al banco salumi e formaggi. Dove il delirio continua, essendo tale banco frigo fronteggiato dai primi esemplari di uova pasquali.
Con mia grande gioia, ho ritrovato i bambini urlanti del banco verdura e parecchi dei loro simili, intenti ad arrampicarsi sugli scaffali, a lottare con i genitori per poter mettere nel carrello della spesa l’uovo prescelto al modico prezzo di un rene della madre o del fegato della nonna, a lanciarsi Pasqualine a vicenda, e in altre gioiose attività che esplicano al meglio il motivo per cui ogni donna desidera avere dei figli.

Superata anche questa prova e essendoci immessi nel corridoio principale senza uccidere nessuno, Rambo viene travolto da uno stormo di famigliole con carrelli annessi viaggiante nel senso contrario al nostro, mentre la Strega del vostro cuore fa lo slalom tra carrelli e carrellini messi di traverso, signori con l’aria sperduta, banchi delle offerte in mezzo al corridoio (li mortacci!!!) et similia, in un marasma generale che nemmeno le più iconiche scene della stazione nei film avrebbero potuto riprodurre così fedelmente.
Ma, una volta passati i primi sette o otto corridoi, è stato tutto uno spasso!
Dopo aver evitato di investire bambini sdraiati sul pavimento e altri trascinati via dallo scaffale delle merendine dalle proprie madri, dopo aver evitato la ressa davanti agli yogurt e dopo essermi dovuta infilare in una folla di dieci possibili acquirenti indecisi sul formato di pasta da acquistare, io e Rambo siamo scivolati verso la fine del supermercato senza quasi accorgercene.

Arrivati alle immacolate casse automatiche del Prestospesa e sicuri di aver terminato la Missione con solo qualche ferita superficiale, c’è stata la Rilettura. Sì, signori, abbiamo inaugurato la nuova Esselunga con uno dei proverbiali sermoni di Rambo condito con minacce di vario genere – “l’avete appena montata, questa cassa, e io ve la sdradico!“, “Cominciamo male, cominciamo molto male!” -, per la gioia di commesse, cassiere e assistenti che hanno partecipato alla scena con un certo interesse. Quando la povera cassiera – una ragazza alle prime armi, credo, dato che ha alzato la confezione di patate novelle e mi ha chiesto a che cosa servivano – ha fatto notare a Rambo che si era dimenticato di passare al Prestospesa due banane, Rambo le ha detto che lui, invece, aveva passato tutto.
E qui s’è vista la scarsa esperienza della cassiera, perché – e sì, è tutto vero – lei ha ribattuto.
Nonostante le preghiera di un’altra cassiera di nostra conoscenza, trasferita dal nostro abituale punto vendita a quello nuovo, che aveva riconosciuto perfettamente Rambo quando, pur nella folla, se l’era ritrovato a cento metri di distanza, la giovane cassiera ha risposto che, evidentemente, non era così.

Non c’è stato spargimento di sangue, ad ogni modo, Rambo deve sentire la primavera.

La Missione è durata in tutto un’ora e dodici minuti, con Rambo che ha segnato anche questo luogo come appartenente al suo territorio e la sottoscritta che non recupererà la voce mai più. Ma le mie arti mimatorie stanno migliorando vistosamente!