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La sottoscritta nutre da sempre una certa qual ammirazione per Leonardo da Vinci, una delle menti più geniali della storia dell’umanità e, nello stesso tempo, un personaggio che sarebbe un eufemismo dire particolare. Amo i tratti leggerissimi dei suoi quadri, le sue sfumature, le espressioni dei suoi soggetti, e ammiro la sua fantasia sfrenata, la dedizione con cui si applica allo studio di una quantità infinita di materie diversissime, l’energia e il movimento che traspaiono in tutto quello che ci ha lasciato, fosse anche una piccola nota al margine di un foglietto.

L’ho sempre visto, il buon vecchio Leo, come una specie di patrono di Milano (sì, vicino a Sant’Ambroes), dato che la sua storia è legata a doppio filo con la città della Madunina.
Come, dite? Fate partire la musica su SuperQuark, che ve lo spiego. Ahem.

Leonardo arriva a Milano nel 1482, a trent’anni, e riesce a farsi assumere da Ludovico il Moro (Sforza, il signore di Milano), dopo avergli illustrato, per lettera, i suoi segreti tecnologici, ed essersi offerto come pittore, ingegnere, architetto, scultore e musico. Mica male come curriculum.
Per Ludovico, Leonardo inventa svariate macchine da guerra e progetta numerose opere ingegneristiche e architettoniche; continua poi i suoi studi sul volo, l’idraulica e l’anatomia, nonché sugli strumenti musicali. Durante il ventennio meneghino, Leonardo conclude, tra le altre cosucce: “La Vergine delle Rocce“, il Cenacolo, “la Dama con l’Ermellino“, la progettazione del Cavallo (colossale monumento equestre a Francesco Sforza, padre di Ludovico, alto 7 m, sfortunatamente mai ultimato), senza contare svariati piccoli oggettini di uso quotidiano in città e nei dintorni, come le porte e la struttura dei navigli, i sistemi di tiraggio per le chiatte che sono ancora in uso in svariate località della provincia, piccolezze del genere.

Conclusa questa piccola inquadratura storica, veniamo alla mostra che ho visitato questa mattina e che da il nome a questo post.
La sede de Il Mondo di Leonardo è nella splendida Galleria Vittorio Emanuele, all’angolo con Piazza della Scala e a vista della statua dell’amico Leo, che così può tenere d’occhio la situazione.
Si tratta di una mostra interattiva, provvista di parecchi schermi touchscreen, che mostrano informazioni, progettazione, montaggio e visuale 3D delle macchine presentate, gran parte delle quali sono anche riprodotte in legno nelle sale.

Al centro della fotografia, la Macchina Volante di Milano. Splendida, ma mi chiedo se sia mai stata testata e chi sia stato quel povero, sfortunato apprendista. ^^

Al centro della fotografia, la Macchina Volante di Milano. Splendida, ma mi chiedo se sia mai stata testata e chi sia stato quel povero, sfortunato apprendista. ^^

Per l’utilizzo degli schermi, alcuni dei quali offrono anche una veduta di insieme sulle invenzioni di Leonardo, suggerisco di visitare la mostra proprio all’apertura, così avrete modo di farvi i vostri comodi, come ho potuto fare io. (E sì, ho montato e rimontato la bombarda multipla e la balestra meccanica almeno tante volte quante il ponte autoportante: passatemi l’espressione, una figata!!)

Insomma, Il Mondo di Leonardo vale quell’ora e mezza minima di cui avrete bisogno per visitarla seguendo tutte le attività proposte, ma forse non il prezzo del biglietto intero (12 euro). Il motivo è presto detto.
I pannelli esplicativi appesi ai muri sono solo in italiano e i visitatori stranieri devono acquistare anche un’audioguida, al prezzo di 6, pesantissimi, euro. Fortunatamente, i touchscreen hanno anche l’opzione della lingua inglese, ma far spendere ai turisti 18 euro in totale per una mostra interessantissima, è vero, ma di sole 5 stanze, mi sembra un po’ esagerato.
In più, sono rimasta un po’ delusa dal poco spazio che è stato dato alle opere pittoriche di Leo (sala 4). C’è un touchscreen favoloso sull’immancabile Gioconda, un modellino del refettorio di Santa Maria delle Grazie, sede del Cenacolo, prima del bombardamento, e una riproduzione, appunto, dell’Ultima Cena a parete.
…Tutto qui, signori? Ce la caviamo con un paio di quadretti e un accenno al Cavallo? Un po’ pochino per un artista che ha pur vissuto 67 anni, no?

Ad ogni modo, considerate di andare andare a vedere la mostra – rimane fino al 31 ottobre 2015, ne avete di tempo! E ogni tanto, compaiono biglietti scontati su Groupon et similia😉 -, anche solo per rimanere di nuovo stupiti su come e in che misura Leonardo da Vinci sia effettivamente stato un precursore dei nostri tempi. Robot compresi (niente spoiler! XD).