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witness-the-beginning-of-the-legendCi sono cose, è proprio il caso di dirlo, che devono rimanere non dette.
Dracula Untold, ultima fatica di Gary Shore, è molto probabilmente una di queste.

Siete anche voi affascinati dal complicato personaggio creato da Bram Stoker? Il mito dei vampiri vi interessa? Ebbene, evitate di andare a vedere questa grande, colossale cavolata.
In effetti, per il regista e tutto il cast è una buona cosa che, per quanto ne sappiamo noi, il signor Stoker sia ben sigillato nella sua tomba e non abbia l’hobby dei… giri notturni, per così dire.

Da dove comincio?
La trama è… non riesco a trovare le parole per descrivervela, diciamo che sarebbe stato molto meglio se fosse stata inesistente. Potrei dilungarmi sul piano del simpatico vampiro originario – diabolico, eh! – , oppure potrei intrattenervi per un poco con delle sagaci osservazioni sulla lacerante scelta che Vlad è stato costretto a fare più o meno al minuto 20 del film (oh, sì, ho tenuto il conto!).
Oppure, potrei dirvi qualcosa sul finale, più banale del Non puoi avere il mio cuore di Biancaneve e il Cacciatore e che, ahinoi, pianta già le basi per un sequel (non c’è mai fine alla sofferenza).

La fotografia non è neanche malaccio: scontata, di certo, ma piacevole, come gli effetti speciali. I costumi sono belli, anche se non particolarmente originali – seguiamo la stessa linea della pellicola: non si può dire che le scelte di rappresentazione non sia coerenti.

La scelta del cast è… lasciamo stare.
Non ho idea di chi se ne sia occupato, ma ci vuole pure del talento per selezionare un così nutrito branco di cariatidi. E dire che sarebbe potuta andare anche peggio, se la prima scelta del protagonista (Sam Worthington: ma ve lo ricordate Scontro tra titani??) fosse stata confermata. Ecco, Luke Evans (o meglio, le sue belle grazie, perché, quanto alla recitazione, stendiamo un velo pietoso) potrebbe essere l’unica giustificazione plausibile per andare a vedere questo film. Se siete delle adolescenti. O se siete particolarmente depresse. Se credete nella bravura dell’attore (che nel frattempo ha contratto due abbonamenti, uno per i personaggi fantastici e l’altro per i film di pessimo gusto, vi ricordo un terribile I Tre Moschettieri di un paio di anni fa, con Orlando Bloom, nientemeno, nei panni del “cattivo”). Oppure se vi commissionano, alquanto sadicamente, una recensione sul film per la quale state ancora cercando le parole adatte per evitare di essere querelate.

Ad ogni modo, se decidete di non ascoltare i miei consigli e andare al cinema, e se sopravvivete all’ora e ventiquattro minuti di proiezione, fatemi un fischio. Sto tentando di creare un gruppo di sostegno apposito: non vi lascerò soli! 😛

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