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Siamo di nuovo a Samhain e, di nuovo, mi trovo a pensare a tutte le cose che sono successe durante quest’anno, a quelle che voglio lasciare andare e a quelle che, invece, desidero portare con me.
L’anno che sta finendo è stato… intenso, per certi aspetti, e monotono per altri, ma non posso certo lamentarmene; senza forti emozioni, la figlia di Rambo si annoierebbe, e la Strega non avrebbe nulla su cui sfogare il proprio sarcasmo, se tutto fosse eccitante, o no? Come dite? C’è una buona possibilità che io sia bipolare? Non ne sarei sorpresa.😛

Quest’anno è iniziato con una breve trasferta fatta di portici, chiese a metà, risate (parecchie, non avete idea) e – se mai ce ne fosse stato bisogno – la conferma che non tutti arrivano a capire quando stare zitti. L’amicizia è una cosa meravigliosa, di solito non aspetto Samhain per dirlo, ma difficile da trovare e, spesso, ancora più difficile da comprendere. Bisognerebbe essere più grati di averla e di riuscire a capirla. Gratissimi, se siete tra i fortunati a godere di entrambe queste benedizioni.

Shakespeare, il mio amato Will, ha contrassegnato quest’anno molto più del precedente: oramai sono ufficialmente al punto di non ritorno del mio loop, e va bene così. Non so se essere più soddisfatta delle rappresentazioni che ho visto, oppure di quelle che sono in programma, ma un anno caratterizzato da una così forte presenza dello zio Will non può essere un anno cattivo!
Shakespeare ha la grande forza di essere sempre attuale, oltre che una continua fonte di sorpresa; puoi leggere una sua opera più e più volte, ma all’ennesima troverai sempre qualcosa che fino ad ora ti era sfuggita, e nove volte su dieci sarà una scoperta pregnante e utile al momento che stai vivendo. Se non è magia questa!

Gran parte delle mie energie di quest’anno sono state rivolte alla conclusione di un’epoca, per così dire, facendo attenzione che il tutto andasse nel modo più indolore possibile per le persone a cui volevo bene. Forse meno dell’1% del mio sforzo è stato riconosciuto e forse va anche bene così, forse siamo tutti destinati ad avere quello che cerchiamo da tutti, meno da quelli da cui lo vorremmo (e da cui potremmo anche pretenderlo).
Ho avuto una chiara visione della solitudine e dei doveri che ha chi è più forte, non ne sono stata particolarmente entusiasta, ma, come sempre, di fronte all’alternativa di cambiare qualcosa in me stessa ho scoperto che mi andava bene così.

Alcune conoscenze sono scomparse, nessuna si è evoluta al grado di amicizia, un paio sono apparse e forse rimarranno con me per qualche tempo. Spero anche nella loro evoluzione, vi dirò la verità.

Ho viaggiato, ho fatto passare un paio di brutti quarti d’ora, un paio di volte mi sono arrabbiata oltre l’immaginabile e qualcuna di più mi sono scoperta indifferente a persone e situazioni che prima mi avrebbero fatta uscire dai gangheri. L’indifferenza è una brutta bestia, a volte anche per chi la prova. Meglio la gioia di stare assieme alle persone con cui si vuole stare assieme, a quelle che al posto di stancarti ti ricaricano di energia. Meglio godersi la pace di qualche ora soli con se stessi e con i propri pensieri – mai soli davvero -.
Meglio qualche riga scritta al computer, alla luce di una lanterna a forma di zucca, giusto per fare il punto dell’anno che è appena passato e per assicurarsi di non dimenticare nulla.

Auguro a tutti voi un buon Samhain.🙂