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Non so se ci siete mai stati (ma so che dovreste!), al National History Museum di Londra, non so nemmeno se l’abbiate mai visto. Si tratta di questo gigantesco edificio in stile neogotico su Exhibition Road, circondato da un’inglesissima cancellata nera e oro, che si arrampica verso il cielo in un tripudio di torri, guglie e torrette, il tutto nei colori del giallo pallido, azzurro e grigio. Provate a passarci di fianco in una giornata di sole, e vedrete che effetto.

london_guide_natural_historyInsomma, solo l’esterno vale bene la visita al museo, che dopo i libri e i film di Harry Potter non può che ricordare anche la celebre scuola di Hogwarts, dove il caro, semitordo Harry ha passato tanti anni felici… mentre più o meno ogni suo conoscente tirava le cuoia.
Se siete già entrati nella poesia del luogo anche senza saperne di più, aspettate di entrare all’interno del museo (e attaccatevi al corrimano, così se svenite non vi ho sulla coscienza). L’edificio, del 1870, ospita quattro gallerie fisse (dinosauri-mammiferi marini-animali, ecologia, cambiamenti geologici e Darwin Centre) e alcune mostre a tempo determinato, e solo queste ultime sono a pagamento, quindi potete tornare a vedere Dippy (la mascotte del museo…non potete non vederla, nemmeno se siete incredibilmente miopi) e i suoi compagni tutte le volte che volete, senza sentirvi in colpa. 

Ma noi ci stavamo addentrando all’interno del museo, giusto?
Quindi, attraversiamo il cancello british, percorriamo il giardino e saliamo le scalinate fino a trovarci di fronte al grande portone di ingresso. Un bel respiro, e…

E adesso ditemi se questa non è Hogwarts! :)

E adesso ditemi se questa non è Hogwarts!🙂

Beh, non c’è alcun bisogno di parole. Recuperate una piantina da qualche parte e poi sentitevi liberi di esplorare i meandri di questo immenso museo, immergetevi nella luce calda che filtra dai finestroni, salutate l’amico Charles Darwin, che vi guarda dal suo punto di osservazione privilegiato su una delle scalinate.
Tra un fossile di dinosauro e un settore di una sequoia gigante, sedetevi anche su una delle panchine di legno disseminate in giro e guardatevi semplicemente attorno. Osservate la gente che vi passa davanti, puntate lo sguardo sugli archi e sulle volte della sala centrale per contare le scimmiette (occhio a Pix! :P), pensate a chi volete o a quello che volete. Se vi va, portatevi dietro un libro o un taccuino su cui scrivere le vostre osservazioni. 
Magari, annotate a margine da qualche parte quanto stupide e infinitesimali sembrino le nostre preoccupazioni di tutti i giorni, ma anche quelle politiche o religiose, di fronte alla vastità di quello che ci circonda, alle innumerevoli cose che sono successe al pianeta che ci ospita da quando è stato nato, e anche a quelle che sicuramente succederanno quando noi non ci saremo più. Pensate che intere popolazioni di esseri viventi sono nate e si sono estinte su questo piccolo puntino azzurro nell’universo, a cui le dinamiche che le tenevano in moto probabilmente non interessavano più di quelle che tengono in moto noi. 
Se ne siete in vena, riflettete anche su quanto possa essere stupido pensare che una qualsiasi entità ultraterrena abbia dato questa bella, meravigliosa Terra e tutto quello che la abita all’Uomo perché potesse farci quello che desidera, quando ancora non ne comprende che la minima parte. 

 

State pure all’interno del museo per quanto volete (chiudono sfortunatamente presto: peccato, perché non mi sarebbe dispiaciuto pernottare tra le zampette di Dippy ^^), tanto questo ospita quantomeno due caffetterie e un ristorante, tutte tra l’altro con ottime soluzioni per i celiaci (compreso lo Scoffasaurus, il menu per i bambini. Non ho mai detto che la gente che ci lavora sia normale), chiaramente documentate sul menu. Oppure potete optare per un giretto nelle vie limitrofe (siamo in una zona centralissima!), zeppe di caffè, ristoranti et similia, per non parlare di negozi e negozietti, ma evitate di farvi investire da un Double Decker Bus, i signori autisti hanno una guida un po’ spericolata… E voi dovete ancora raccontarmi quello che vi ha colpito di più!