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1. Tornata dalla vacanza rambica, cedere al desiderio di Rambo di andare al cinema a vedere “Hercules – Il guerriero”. Anche se dal trailer risulta chiaramente una cavolata, anche se ogni fibra del mio stregonesco essere dice che non è una buona idea. Cosa non si fa per mantenere la pace in famiglia.

2. Sopravvivere ai primi dieci minuti di pellicola, in cui viene riassunto il mito dell’eroe greco in quattro parole in un italiano sgrammaticato, solo per sprofondare in una sofferenza ancora più vasta, dopo.

3. Rimanere ferma al mio posto alla prima inquadratura del novello Hercules, con pelliccia finta di leone e testa leonina a mo’ di cappellino da baseball, malgrado i violenti brividi e il lieve tick nervoso all’occhio sinistro.

4. Far finta di non vedere il Legolas in gonnell- pardon, la piatta e poco originale resa della signorina Amazzone e bypassare completamente Tideo e il suo trauma da guerra, per non parlare dell’evoluzione, per così dire, del personaggio. E’ che non voglio spoilerarvi nulla, altrimenti… (Vi dico solo che Boromir a confronto era una pippa, via).

5. Fingere che la grafica “cartonata” sia passabile e non un semplice ammasso di architetture e paesaggi assolutamente degni di essere dimenticati. Fallire. Tentare di nuovo. 

6. Piangere calde lacrime per John Hurt. Tante e cocenti lacrime. Poi riconoscere Joseph Fiennes. (ahio)

7. Trattenere la risata sguaiata di fronte alle banalissime scene di combattimento, che teoricamente avrebbero dovuto sopperire all’assoluta, imbarazzante mancanza di trama. Invece c’erano le battute finto ironiche. (ri-ahio)

8. Respirare per cinque minuti durante l’intervallo e poi trattenere Rambo dallo spaventare a morte i ragazzini nella fila dietro di noi, che stavano prendendo a calci il sedile della Genitrice. 

9. Non chiudere gli occhi davanti alla scena modello Muore Sansone con Tutti i Filistei (qui, “Io. Sono. Herculeeeeessss!”) e tifare per i lupi.

10. Quando i lupi falliscono, tifare per l’esercito. Poi, arrendersi all’evidenza e desiderare ardentemente quella camicia intrisa nel sangue di Nereo di cui si parla nel mito greco. 

11. Mordersi le mani per i numerosi e evidenti errori cronologici, storici e mitologici disseminati in tutta la pellicola a simpatiche e regolari cadenze di cinque minuti. Rivisitazione non significa stravolgimento, a meno che non si sia in grado di farlo bene. 

12. Uscire dal cinema, trattenere nuovamente Rambo, in cerca del ragazzo seduto dietro la Genitrice. Mai visti dei quattordicenni correre così veloci giù dalle scale mobili.

Bonus. Ripromettersi di evitare cotal genere cinematografico, se mai quella cosa che ho appena finito di vedere appartiene ad un genere specifico, per qualche tempo. In macchina, Rambo esprime il desiderio di rivedere Troy.

Non c’è mai pace per gli eroi. Wilma, dov’è la mia clava?!
Oops, scusate. Cartone animato sbagliato.😛