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(Posso dire, prima di cominciare il post vero e proprio, che adoro l’opzione di WordPress di programmare la pubblicazione degli articoli? Voglio dire, oggi vi sembrerà che io sia davanti al computer come voi, mentre invece sarò sulla spiaggia, possibilmente in totale relax!)

 

 

Giusto un paio di giorni prima della mia serena partenza verso gli italici lidi, son andata al cinema a vedere quello che, in Italia, era intitolato “Romeo e Giulietta – il Musical”: una produzione di Broadway che nulla aveva di musicale (ma da noi in Italia, tutto ciò che è Broadway si trasforma magicamente in uno spettacolo canterino!)

Romeo and Juliet è, dicevo, una riproduzione del celebre dramma shakespeariano (con qualche taglio) ambientata ai giorni nostri, che vede come protagonisti Orlando Bloom e Condola Rashad.

Premetto che, se c’è un’opera di Shakespeare che io proprio non sopporto, quella è “Romeo and Juliet”. Detesto tutto della tragedia, la sua melensaggine, l’insopportabile stupidità di tutti i personaggi e in primis dei protagonisti stessi, l’assoluta mancanza di un antagonista (ma infondo manca anche l’eroe). Non comprendo minimamente come sia possibile considerarla il non plus ultra del romanticismo, soprattutto considerato che ci sono svariati lavori di Shakespeare che sono molto più romantici (date anche solo una scorsa veloce a qualche sonetto!).
Ad ogni modo, il loop shakespeariano e la voce “Broadway” inserita a tradimento nella presentazione dello spettacolo, hanno fatto sì che io trascurassi le mie riserve riguardo il buon, tordo Romeo e la sua svampita Giulietta e che mi recassi al cinema… per assistere ad una rappresentazione che non è neanche lontanamente paragonabile a quelle del National Theatre londinese, ma che tutto sommato è godibile.

Il cast è indubbiamente ben amalgamato, Orlando Bloom faceva il suo bravo lavoro e si guadagnava discretamente il pane – non è forse dotato di un talento eccelso, ma è sicuramente preparato – con qualche acrobazia e un paio di giri in motocicletta. La sua dolce metà, Condola Rashad, ha delle espressioni facciali stupende e non si può certo dire che sia stata scelta solo per le sue belle grazie. Assieme, i due formano una coppia di amanti piuttosto in sintonia.
Altri membri del cast degni di nota sono un ottimo Brent Carver/ Friar Lawrence e Christian Camargo nei panni di un adorabile Mercutio, che come sempre muore troppo presto.

Ciò che ho maggiormente apprezzato nello spettacolo è l’ironia con cui sono stati resi i personaggi di Romeo e Giulietta – che infondo sono due adolescenti e finalmente si comportano stupidamente come sono rappresentati! -, che sarebbe probabilmente stata impossibile se la rappresentazione fosse stata inglese. L’idea che le fasi dell’innamoramento diano più sull’impacciato andante che sullo sfacciatamente romantico mi ha effettivamente salvato dal tedio che questa tragedia del buon vecchio Will mi ispira da sempre.
A volte è bello trovare conferma alle proprie opinioni, anche se di nicchia: Romeo e Giulietta erano proprio due pirla.

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