In luglio in genere non do molte lezioni, perché i miei pargoli sono in vacanza da qualche parte a fare lunghi bagni al mare e a dimenticarsi tutto quello che ho faticosamente cercato di insegnar loro. Quest’anno, invece, è diverso.

La mia nuova pargola, quella che ha candidamente confessato alla sottoscritta di non aver mai svolto un compito assegnatole da qualsiasi professore prima del mio arrivo (ed è sopravvissuta, piccola Highlander che non è altro!), va in vacanza ad agosto e ha un quantitativo sufficiente di debiti per cui comincio a pensare che i suoi professori siano molto affezionati a lei oppure il contrario. La tenera ragazza difetta in tedesco, zoppica in inglese, fatica a comprendere i più elementari concetti di economia, risiede in un universo diametralmente opposto a quello della matematica e il diritto le sembra una materia talmente astrusa, che manco ci prova a studiarlo.
Come conseguenza di ciò, io la vedo quattro volte a settimana, due ore al giorno, quando non sono cinque.

Prima di compatire la pargola, provate solo ad immaginare come possa sentirsi la sottoscritta ogni volta che varca la soglia della sua abitazione. Cerca di cambiare l’atteggiamento dell’adolescente non è mai stato il mio gioco preferito, ma comunque io ce la metto tutta e per il momento sono riuscita a farle entrare in testa qualcosa di tedesco e matematica (Dei, abbiamo ancora qualche problema con la geometria, ma non si può mica avere tutto! E i triangoli sono figure oggettivamente difficili, vero?)
Devo solo riuscire a farle comprendere quantomeno il concetto di domanda e offerta, e magari anche quello di cura di sé e dei propri effetti- anche se non è strettamente nelle mie mansioni, ma io sono una missionaria! -, e poi sarà tanto ignorante quanto i suoi compagni e dunque perfettamente atta a continuare le lezioni nella sua classe. Per quanto riguarda il diritto, invece, temo che la pargola sia una causa persa, tipo il Brasile contro la Germania ai Mondiali di Calcio di quest’anno.

Ignorando lo schermo rotto del suo ipad e il cavo del caricabatterie tagliato a metà, alla vigilia del weekend ho introdotto la pargola ai fondamenti della Costituzione Italiana.
Si tratta di un argomento interessante da spiegare, non solo per la sua importanza, ma perché la Costituzione ultimamente è stata citata spesso, più o meno a sproposito. Le riflessioni e i commenti che si potrebbero fare su ogni articolo, sulla sua applicazione e sulla realtà dei giorni nostri sono tantissime e basterebbe davvero un ragazzo minimamente interessato a quello che gli succede intorno per avviarne un paio, ma trovo spiacevole denotare che la pargola (come tutti gli altri pargoli, con pochissime eccezioni) non nutre il più piccolo interesse su come e perché il nostro Paese è regolato. Sebbene sappia che è purtroppo così e che non c’è spiegazione che tenga, continuo a chiedermi come sia possibile non farsi domande su concetti che di fatto regolano la nostra realtà anche quando ci vengono sbattuti sotto il naso (e siamo obbligati a studiarli), ma avere ed esprimere comunque opinioni  e osservazioni (come fai a commentare qualcosa, se non conosci le basi?) estreme e senza alcun tipo di fondamento.
Mi chiedo come si possa mantenere quell’atteggiamento strafottente da donna/uomo di mondo crogiolandosi nella propria ignoranza, come qualcuno possa essere in grado di continuare a ritenersi un saggio superiore anche e soprattutto quando la realtà delle cose gli viene letta, riletta e spiegata.

Poi, naturalmente, il mio io pragmatico e realista torna a farsi vivo e io mi ricordo che la stragrande maggioranza di noi – bambini, ragazzi e soprattutto adulti – è così, that’s how the world goes, e quella parte idealista della Strega, che sta già cominciando a farsi sommergere dal mio subconscio, risponde che questo è un gran bel mondo di sterco.