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Dovrebbero conferirmi la cittadinanza onoraria del Paese Cinema, ammesso e non concesso che esista. ^^

Ieri sera ho visto “X Men – Giorni di un futuro passato”, diretto da Bryan Singer, che se la cava meglio coi mutanti che con gli alieni a giudicare da quell’obbrobrio cinematografico che è “Superman Returns”.

Devo dire che questo è sicuramente il film più bello della saga X Men fino a questo momento. Effetti speciali e scenografia sono veramente molto belli e la trama esiste (viste le recenti esperienze mi sento in dovere di dirlo) ed è anche degna di nota. Ho apprezzato particolarmente la resa del rapporto amicale tra Magneto e Xavier, in entrambe le versioni: è una delle mie preferite tra quelle di cui abbia mai letto e mi fa piacere che gli si dia così tanto spazio sullo schermo.
Il copione è ben scritto e tutto sommato gli spazi concessi ai personaggi sono ben bilanciati. Non dico nulla del doppiaggio vergognoso, perché non sarei originale.

Del cast si può dire poco. Fa sempre piacere rivedere Ian McKellen e Patrick Stuart lavorare assieme, anche se per poco tempo sullo schermo. James McAvoy (che, e almeno una dei miei compagni di visione concorda con me, rende molto di più in versione disperato-spiantata) è un giovane Xavier decisamente nel ruolo, così come Michael Fassbender (Magneto). I due, tra l’altro, interagiscono magnificamente, soprattutto perché gli hanno cucito addosso dei bei personaggi complessi, con delle belle battute.
Jennifer Lawrence era molto… blu. 😛
Fa sempre piacere rivedere Hugh Jackman nei panni di Wolverine (che numero di film è?? Ho perso il conto…), anche se forse per questa pellicola si è pompato un po’ troppo: le sue vene in alcune inquadrature minacciavano di scoppiare.

“X Men – Giorni di un futuro passato” è sicuramente comparabile a “Avengers”, anche se non mi sento di mettere i due film proprio sullo stesso piano.
Per quanto il film di ieri sera sia bello, a mio avviso gli manca quel poco di spirito caciarone in puro American style, quello che ti strappa qualche risata, insomma. Sarebbe naturalmente stato difficile inserire delle gag, viste la tipologia e la densità della trama, ma qualche piccola aggiunta all’unico o quasi momento di divertissement dei pochi minuti di presenza di Quicksilver (personaggio meraviglioso, resa perfetta) forse si sarebbe potuta azzardare.

 

La prossima fermata alla stazione cinema riguarderà, credo, il Re Lear del National Theatre. Già non vedo l’ora, e voi? ^^

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