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36 libri tondi letti nel pesantissimo mese di maggio, tra pargoli filosofi e pargoli capre, e pargoli che sono tutt’e due.
Tra una discussione sul movimento e una vena romantica durante lo studio della grammatica tedesca, tra il Socio che è tornato a farsi vivo, è stato conseguentemente abbassato di qualche centimetro, ma non ha rinunciato ad un colpo di coda nel suo stile, ho letto i libri che seguono.

“Wither”, J.G. Passarella. Oddei, non l’ho trovato malaccio, ma nemmeno entusiasmante. Avrei preferito avere qualcosa da dire in merito.
“The Acropolis”, R.K. Ryals. Questo invece è una lettura leggera e rilassante, senza troppe pretese e probabilmente molto amata dall’adolescente medio. Io ho trovato la trama e i personaggi un po’ banalotti, ma ciò non toglie che abbia letto volentieri il primo volume di questa trilogia. Il resto, però, solo se mi arriva gratis come questo eh.
“Il ballo”, I. Nèmirovsky. Chi ama lo stile di questa scrittrice non può non leggere questo racconto, che è estremamente scorrevole, seppur in un certo senso inquietante. Il processo di traviamento della protagonista procede con una certa velocità, ma senza mai andare di fretta. Il finale, poi, è un capolavoro.
“L’inattesa piega degli eventi”, E. Brizzi. E’ un libro un po’ particolare, perché parte da una premessa molto insolita e che da adito a parecchi spunti di riflessione. L’unica pecca è che in alcuni punti della narrazione l’autore mi è parso dilungarsi troppo.
“Il Club Dumas”, A. Pérez-Reverte. Da amante di questo autore e di A. Dumas, non poteva non piacermi questo romanzo, che ha una trama un po’ complicata e un leggero caro a metà della narrazione. Pérez-Reverte si riprende però quasi subito e sforna dei capitoli finali (soprattutto il penultimo) da manuale. Una menzione a parte per la maestria in cui il papà di Alatriste ha dipinto il protagonista di questa storia.
“Il nemico”, Ge Fei. La narrativa asiatica è sempre particolare. A volte, come in questo caso, mi è ostica ed è difficile che mi appassioni ad una vicenda che invece ha tutte le caratteristiche per essere molto intrigante. Se ne trovate una copia in giro, però, date una possibilità a questo romanzo.
“Das Parfum”, P. Suskind. Ovvero, Il Profumo – Storia di un assassino. Avevo già letto questo romanzo qualche tempo fa in italiano, ma l’aver recuperato una sua versione in lingua originale mi ha fatto cadere nella tentazione di immergermi un’altra volta nell’enormità della psiche di Grenouille, amandone soprattutto il contrasto con la sua apparenza piuttosto dimessa e del tutto insipida. Continuo a pensare che il finale del libro sia uno dei più scenografici che io abbia mai letto.
Ebbene, gente, è tutto per il quinto mese della mia sfida di lettura. Giugno, ne sono sicura, mi riserverà parecchie sorprese (e magari qualche ora in più per leggere). ^^