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Non capita spesso che passi il weekend ad andare al cinema un giorno sì e uno no, ma devo dire succede amo spaziare. ^^

3817205-godzilla_fanart_by_vladgheneli-d6xkazeVenerdì sera ho avuto modo di vedere la pellicola che ha come protagonista il rettilone più famoso di tutti i tempi: l’amico Godzilla.
Ora, con tutta la buona volontà di un’onnivora di cinema, non c’è molto da dire su questo film. Gli effetti speciali e la grafica sono davvero stupendi, dalla prima scaglia del lucertolone all’ultimo uovo della piattola (andate al cinema e capirete), fa sempre un gran piacere rivedere sugli schermi Ken Watanabe e sarebbe stato difficile scegliere un protagonista (umano) con un’espressione più beota del signor Taylor-Johnson. Pellicola godibile, eh! Soprattutto per gli amanti del genere e per quelli che non si scandalizzano per il doppiaggio (come mi diceva una dei degni compari con cui ho diviso le poltroncine della sala cinematografica, in Italia abbiamo un solo doppiatore – con un unico accento – per tutti i personaggi giapponesi dell’Universo Cinema. Tocca accontentarsi…). Doppiaggio di cui parleremo ancora più avanti in questo post, non dubitate.

Segnalo inoltre che la visione del film è stata allietata da una quindicina di ragazzetti sui 12 anni che avevano pensato bene di occupare la fila dietro a quella dove era seduta la sottoscritta con i suoi dotti compagni. Ragazzini eccessivamente rumorosi e con scarso rispetto di chi aveva pagato come i loro genitori il biglietto del cinema, lasciati completamente a loro stessi, senza uno straccio di supervisione. Avrebbero potuto farsi molto male, il cinema è pregno di letali pericoli per i pargoletti che ci si avventurano da soli – come una Strega che vuole godersi in pace il film, ad esempio – ma per fortuna nulla è accaduto a quei poveri piccoli.

 

Only-Lovers-Left-Alive-Australian-Poster-copyIeri sera sono invece andata a vedere l’ultima fatica (mai termine fu più appropriato: undici anni ci ha messo!) di Jim Jarmusch, simpatico e vagamente psicopatico regista autore anche di Coffee and Cigarettes (2003. Se non l’avete mai visto, fatelo). Personalmente, trovo che il suo surrealismo sia molto affascinante e amo moltissimo il suo modo di utilizzare la musica nei suoi film (credo sia anche compositore, il vecchio Jimmy).
Ad ogni modo, se mi chiedete esattamente qual’è la trama di “Only Lovers Left Alive” (in italiano, “Solo gli amanti sopravvivono”, ma Dei, suona molto meglio in inglese), potrei non essere in grado di rispondervi in modo esaustivo. Diciamo che è la storia di due vampiri sposati da quei cinquecento anni che sono il banco di prova di qualsiasi matrimonio, che si amano tanto.
Esatto, in pratica non succede assolutamente nulla, ma sapeste come succede bene! L’ho trovato un film molto delicato, con quel surrealismo di cui scrivevo prima e delle inquadrature davvero originali e bellissime. La colonna sonora è una delle più belle di questi ultimi tempi, tra l’altro, e gli accostamenti cromatici sono studiati fin nei minimi dettagli, sia per quanto riguarda la scenografia che i personaggi, tra cui spicca una bellissima Eve/Tilda Swinton di cui mi è tanto dispiaciuto non ascoltare la voce.
Il doppiaggio, ahimè, è uno dei pochi punti dolenti dell’intera pellicola e penso sia uno di quelli venuti peggio di questi ultimi anni. Ma, dico, come fai a dare a John Hurt una voce così e poi a guardarti ancora allo specchio?! Senza contare la voce cavernosa che hanno conferito al protagonista (Adam/Tom Hiddleston), che è depresso ma sicuramente non dava segni di essere in preda a una gastrite acuta…

Only Lovers Left Alive è, secondo me, uno di quei film che non si guardano per amore della trama o dei dialoghi sconvolgenti; va goduto con gli occhi e con le orecchie, senza stare tanto a preoccuparsi di quel rompiscatole di cervello che vuole sempre mettersi in mezzo. A volte, le cose belle lo sono proprio perché non necessitano di spiegazioni.