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Diciamoci la verità, quando parlo dell’ormai celeberrimo ATM (beh, almeno su queste pagine virtuali ^^) non è per dirne un gran bene. La cosa migliore che può capitare, è che ci faccia una bella battuta sopra, quella peggiore è che ci inveisca contro perché è venerdì e c’è sciopero. O perché i dipendenti sembrano fare – e voler fare – di tutto fuorché il loro lavoro. Oppure in quanto i dipendenti, sempre loro, non sono tra le persone più educate che una giovine e indifesa fanciulla possa incontrare sulla sua strada. Oggi, però, voglio andare contro corrente, voglio dare una nuova piega al mio rapporto con ATM.

Dunque, è venerdì e c’è sciopero.
Ehm… non sembra questo gran cambiamento, vero? Ma aspettate! Aspettate di leggere ciò che segue questo brevissimo paragrafo e sono sicura che cambierete idea.
Perché per una volta non voglio parlarvi dell’ennesimo dipendente a cui cerco di estorcere informazioni al gabbiotto della metropolitana e che è simpatico quanto un gattino attaccato al Presidente delle Regione, ma del fatto che quelle informazioni – oh, proprio quelle che cercavo io! – le ho ottenute dopo una sola precisa domanda, in tre minuti di tempo.

Ma andiamo con ordine.
Oggi pomeriggio avevo una lezione con uno dei miei amati pargoli, che non potevo proprio lasciare a se stesso ma da cui sono ahimè separata da sei, dico sei, fermate della linea 1 – altrimenti detta metro rossa, informalmente parlando La Rossa, in maniera formalmente sintetica MM1. Volendo io arrivare a casa del pargolo il prima possibile per uscirne il prima possibile e non rimanere impegolata nella seconda fase dello sciopero odierno, mi chiedo se per caso le linee della metropolitana stiano rispettando lo sciopero proprio alla lettera o se lo abbiano ritenuto solo una linea guida, per così dire. Dato che, come ben sapete, sono correntemente affetta da una leggera dipendenza da Twitter, mi rivolgo a questo account ufficiale

ATM_Twitter

ed espongo il mio dubbio in meno di 140 caratteri. Mi viene risposto in maniera concisa e cortese in meno di tre minuti di orologio.

Avessi avuto tempo, avrei gridato al miracolo, ma la vita milanese è quella che è, dunque mi limito ad un semplice retweet per le povere, sfortunate anime come la sottoscritta, e corro a prepararmi per la lezione. Di storia romana. Interminabile.

Tornata a casa e lasciatomi Augusto alle spalle, ho pensato che potevo ben dire qualcosa di carino su ATM, una volta tanto, potevo spezzare una lancia a suo favore. E a ragione, anche.
E’ vero che il servizio di trasporto pubblico di MaduninaLand è largamente perfettibile, è vero ed è più che giusto che bisogna far notare i disservizi quotidiani, la scortesia del personale e quant’altro. Ma, porca miseria, dobbiamo anche riconoscere che, rispetto ad altri servizi analoghi in altre città italiane, ATM funziona bene. Non ci sono ritardi catastrofici, copre più o meno l’intera Milano, e nonostante il taglio dei fondi non è completamente sorda alle nuove tecnologie. Vedi il caso qui esposto dell’account Twitter, che è uno strumento utilissimo di informazione al cittadino, che comporta un costo economico modesto e che i signori dei Trasporti di Milano stanno utilizzando molto bene.

Bravi signori di ATM, dunque, non avrei mai immaginato di dirlo pubblicamente.

P.S. Ora non è che si potrebbe fare qualcosa per l’allarmante numero di scale mobili guaste in giro per Milano in questi ultimi tempi? Oppure, dopo Twitter, pensate di sperimentare il teletrasporto?😛